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L’immunoterapia : nuova strada per combattere il mesotelioma

Nome dello studio: Caratterizzazione molecolare, immunologica e farmacologica del mesotelioma pleurico per identificare nuovi approcci terapeutici
Responsabile: MAURIZIO D’INCALCI

Il mesotelioma pleurico (MPM) è un tumore aggressivo con cause certe

E’ connesso prevalentemente all’esposizione all’amianto ed è associato a prolungata infiammazione cronica. Purtroppo è poco sensibile alle terapie disponibili e letale nella maggioranza dei casi.
Il meccanismo che porta le cellule sane a trasformarsi in tumorali (carcinogenesi) sembra essere essenzialmente guidato dall’infiammazione: le fibre di amianto, che una volta inalate penetrano nella pleura, sono il principale motore dell’infiammazione cronica. Circa l’80% dei pazienti, infatti, ha una storia documentata di esposizione alle fibre di questo materiale.

E’ fondamentale individuare nuovi approcci terapeutici

Per farlo è importante individuare le diverse caratteristiche di un ampio numero di mesoteliomi umani: i ricercatori Humanitas hanno già iniziato questi studi e creato una collaborazione tra diversi centri.
I dati preliminari hanno evidenziato che alcuni meccanismi immunologici potrebbero essere attivati da specifici approcci terapeutici.
La strada dell’immunoterapia ha già portato risultati interessanti: secondo dati molto recenti, la combinazione di anticorpi indirizzati a due checkpoint del sistema immunitario1 è in grado di produrre un’attività antitumorale significativa in alcuni pazienti affetti da mesotelioma pleurico.

Gli obiettivi di questo progetto sono due

I ricercatori intendono estendere e approfondire gli studi molecolari già iniziati per identificare nuovi target terapeutici2 e validarli approfondendo anche come le diverse caratteristiche molecolari dei mesoteliomi condizionino il microambiente tumorale e la risposta immunitaria.
Dati promettenti nella terapia dei mesoteliomi sono emersi anche dall’utilizzo di campi elettrici, in inglese Tumor Treating Fields (TTFields), che sembrano migliorare l’effetto dei chemioterapici. Il secondo obiettivo dello studio è proprio capire se e in quale misura i TTFields possano modificare la penetrazione e l’effetto dei farmaci, studiando il meccanismo d’azione dei TTFields da soli o in combinazione con diverse classi di farmaci, per ottenere dati preclinici rilevanti e indirizzare la ricerca clinica nel modo più razionale.

Le prime indicazioni del progetto sono positive

Nel corso del 2021, anno di avvio delle attività del progetto, i ricercatori hanno dimostrato che i linfociti B nel mesotelioma hanno un ruolo prognostico. La presenza di queste cellule in aggregati linfocitari (denominati strutture terziarie) sembra avere un ruolo nella risposta del sistema immunitario contro il tumore.
I ricercatori hanno anche dimostrato che i TTFields sono più attivi contro i mesoteliomi epitelioidi rispetto ai mesoteliomi sarcomatoidi, e che sembrano aumentare la penetrazione di doxorubicina1 nelle cellule tumorali, potenziandone l’effetto terapeutico.