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Infezione da Clostridium difficile

Come si contrae l’infezione da Clostridium difficile?

Il Clostridium difficile è un batterio anaerobio, Gram-positivo, che è fisiologicamente presente nella flora batterica della vagina e dell’intestino. Poiché è rintracciabile nelle feci, ci si può infettare con questo batterio toccandosi – con le mani – la bocca e le altre mucose (come quelle degli occhi o del naso) dopo aver maneggiato oggetti o superfici già contaminati con feci. Clostridium difficile può vivere per dei lunghi periodi di tempo su oggetti e superfici. Le più importanti norme di prevenzione sono le seguenti: lavarsi le mani dopo aver usato la toilette e, in ogni caso, prima di mangiare; assicurarsi che il bagno che si usa sia pulito, soprattutto nel caso in cui sia stato usato in precedenza da qualcuno affetto da diarrea.

Sintomi e malattie associate all’infezione da Clostridium difficile

I sintomi e le malattie ad essa associabili includono:

  1. dolori a livello addominale
  2. colite (processo infiammatorio a carico del colon)
  3. colite pseudomembranosa (sindrome che si caratterizza per febbre, nausea e diarrea concomitanti a terapia antibiotica)
  4. diarrea acquosa (almeno tre movimenti intestinali al giorno per due o più giorni)
  5. febbre
  6. perdita di appetito
  7. nausea

Che cos’è il Clostridium difficile?

Clostridium difficile (C. difficile) è un batterio anaerobio, Gram-positivo, che è presente fisiologicamente nella flora batterica della vagina e dell’intestino (rintracciabile pertanto all’interno delle feci). Tramite la produzione nell’intestino di una tossina necrotizzante, alcuni ceppi possono provocare, nell’uomo, la colite; ciò soprattutto quando essi riescono a moltiplicarsi nell’intestino in grandi quantità (questo accade quando la flora batterica intestinale si modifica a loro favore come avviene, ad esempio, in seguito ad una lunga terapia antibiotica orale). A maggior rischio di contrarre questa infezione sono in particolar modo i soggetti sottoposti ad un prolungato uso di antibiotici.

Cure e trattamenti

Per trattare le infezioni possono essere utilizzati numerosi antibiotici. In caso di infezione primaria il trattamento prevede l’utilizzo di vancomicina, metronidazolo (nei casi di infezioni lievi) o fidaxomicina. Il trattamento deve essere somministrato via bocca e deve essere continuato per un minimo di 10 giorni. Quando possibile, l’assunzione di altri antibiotici dovrebbe essere sospesa. È opportuno sapere che l’infezione torna in circa il 20% dei pazienti.

Disclaimer

Le informazioni riportate in questo articolo rappresentano delle indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico. In caso di malessere è consigliabile rivolgersi al proprio medico o recarsi al Pronto Soccorso.

Le informazioni riportate costituiscono indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico.

 

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