Anche grazie al 5×1000, che fornisce borse di studio e finanziamenti ai giovani ricercatori. A parlare della ricerca in Humanitas nel settore immunologico è il professor Alberto  Mantovani, immunologo e oncologo, Direttore Scientifico di Humanitas e docente all’Humanitas University

 

Non solo malattie strettamente collegate al sistema immunitario. Nell’Istituto clinico Humanitas la ricerca in campo immunologico è attivamente impegnata nello studio di un’ampia gamma di patologie, da quella autoimmuni come l’artrite reumatoide, a quelle autoinfiammatorie (che coinvolgono diversi organi, tra cui intestino, polmoni e pelle), fino ad arrivare ai tumori. A parlarne è il professor Alberto Mantovani, immunologo e oncologo, Direttore Scientifico di Humanitas e docente di Humanitas University: “La ricerca nel campo dell’immunologia ha avuto un impatto profondo sulla comprensione e sul trattamento di malattie diverse: oltre che sulla diagnosi e sulla terapia delle malattie autoimmuni, ha sortito effetti anche su malattie che apparentemente nulla hanno a che fare con il sistema immunitario, come il cancro”. Basta pensare che oggi la terapia immunitaria costituisce la quarta strategia di lotta contro il cancro insieme con la chirurgia, la radioterapia e la chemioterapia, e rappresenta ormai una delle armi utilizzate quotidianamente nella lotta contro molti tipi di tumore.

Guarda il video dello svelamento con tutta la squadra di Humanitas contro le malattie autoimmuni:

 

Colpita una persona su cinque

Le malattie autoimmuni e quelle autoinfiammatorie colpiscono circa il 20% della popolazione, vale a dire una persona su cinque: per questo è importante conoscerne sempre meglio i meccanismi di origine e sviluppo, al fine di individuare terapie via via sempre più efficaci e consentire una qualità di vita migliore ai pazienti. “Il sistema immunitario è una grande orchestra di cui non conosciamo tutti gli orchestrali e tutti gli strumenti che vengono suonati”, spiega il professor Mantovani. E se identificare alcuni strumenti ha consentito, fino a oggi, di sviluppare diversi trattamenti contro le malattie autoimmuni e autoinfiammatorie, identificare nuovi orchestrali consentirà di scovare meccanismi fino a oggi sconosciuti e mettere a punto diagnosi precoci e cure innovative, magari “su misura” per il singolo paziente.

Strumentazioni all’avanguardia

La ricerca in campo immunologico “si basa sulla comprensione del funzionamento delle cellule del sistema immunitario, e in particolare su come possiamo fermarle quando sbagliano e come possiamo riattivarle quando ne abbiamo bisogno, come nel caso dei tumori”, spiega il professor Mantovani. A disposizione dei ricercatori, costantemente impegnati nello studio delle malattie autoimmuni alla ricerca dei meccanismi alla loro origine e di protocolli terapeutici sempre più ottimizzati e su misura per i singoli pazienti, ci sono strumentazioni all’avanguardia: si va dai macchinari di ultima generazione nel settore della diagnostica per immagini (imaging), fino ad arrivare alle analisi genetiche condotte mediante la metodica della NGS, la Next generation sequencing.

 

L’importanza dei pazienti

La ricerca nel settore immunologico in Humanitas è molto sviluppata anche grazie alle donazioni del 5×1000 da parte dei cittadini che vengono effettuate tramite la dichiarazione dei redditi. “I finanziamenti che ci arrivano dal cinque per mille – spiega il professor Alberto Mantovani – sono molto importanti principalmente per due motivi: perché ci aiutano a fare ricerca, fornendo borse studio e finanziamenti a nostri giovani ricercatori che sono la speranza per il futuro, e poi perché ci fanno percepire che le persone di questo Paese sentono la ricerca scientifica come una priorità, e questo ci aiuta ad andare avanti nei nostri studi e nel nostro lavoro: per chi fa ricerca è una dimensione molto importante sentire la vicinanza con la società civile. Non dobbiamo mai dimenticarci della sfida che per noi ricercatori costituiscono i pazienti, con le loro sofferenze e le loro speranze”.