Un progetto che grazie alla sinergia tra attività clinica e Intelligenza Artificiale punta a definire modelli predittivi per caratterizzare i pazienti con patologie cardiovascolari al fine di migliorarne le cure.

 

Ci presenta il progetto la dottoressa Cristina Panico, cardiologa di Humanitas. Le nuove tecnologie possono essere di grande aiuto nell’ambito della Ricerca; la strada verso cure definitive è ancora lunga e c’è bisogno del contributo di tutti: ecco perché è importante sostenere la Ricerca donando il proprio 5×1000.

 

Obiettivo della Ricerca

 

Le malattie cardiovascolari rappresentano la principale causa di morte in Italia. Nella loro insorgenza giocano un ruolo fattori di rischio non modificabili (come età, sesso, familiarità e predisposizione genetica) e fattori modificabili, legati in particolare allo stile di vita (vizio del fumo, consumo di alcol, scorretta alimentazione, sedentarietà).

 

Gran parte delle prescrizioni mediche e di informazioni riguardanti fattori decisivi come le comorbidità, lo stile di vita e i farmaci somministrati, sono registrati in forma di testo nelle cartelle cliniche. Pertanto questa tipologia di dato non è automaticamente accessibile in quanto non collezionata in forma “strutturata”. A oggi l’attività di recupero di questi dati per studi di ricerca è fatta interamente a mano, limitando la fattibilità di studi su ampi campioni di popolazione e allungando le tempistiche di realizzazione degli studi.

 

Grazie all’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale, e in particolare delle tecniche dell’elaborazione del linguaggio naturale – NLP (Natural Language Processing), si può estendere l’analisi a campi difficilmente accessibili per mezzo di tecniche standard, come appunto i dati registrati in forma di testo libero. Queste tecniche di elaborazione consentono infatti di leggere e comprendere il testo e, successivamente, di estrarre le informazioni utili dallo stesso e renderla disponibile per ogni tipologia di analisi.

 

Al fine di allenare le reti neurali che si occupano di questi processi è fondamentale la presenza del personale medico che, insieme al team di ingegneri, costruisce dei modelli di esempio da cui le reti stesse andranno a “imparare” e ne supervisiona l’apprendimento.

 

I primi obiettivi della ricerca sono incentrati sul miglioramento della caratterizzazione dei pazienti affetti da patologie cardiovascolari (come scompenso cardiaco, infarto e valvulopatie), sulla stratificazione dei pazienti in base alla prognosi e la validazione sia di nuovi biomarcatori (che possano essere utili per la diagnosi) sia di nuovi trattamenti e procedure.

 

Humanitas A.I. Health Center

 

Humanitas sta costruendo un Centro d’avanguardia focalizzato sulla Ricerca in ambito clinico – Humanitas A.I. Health Center – che unisce il network dei medici e dei ricercatori e un team di ingegneri specializzati in Intelligenza Artificiale.

 

Quali ricercatori sono coinvolti e quali sono le tempistiche del progetto? Nel progetto sono coinvolti diverse figure chiave tra cui cardiologi clinici, ricercatori di base e data scientists.

 

Come si integrano le competenze mediche e le competenze dei data scientist (tecnici)? Il progetto permette di integrare la ricerca traslazionale con l’intelligenza artificiale: dall’ospedale giungono i quesiti clinici, dai laboratori nuovi biomarcatori e trattamenti; protocolli di ricerca vengono pertanto definiti e realizzati grazie al supporto degli ingegneri.