Per sconfiggere il cancro la nuova frontiera della ricerca è lo sviluppo di strategie terapeutiche “su misura” basate sulla risposta del sistema immunitario. Insieme con le armi anti-cancro più “tradizionali” come chirurgia, radioterapia e chemioterapia, l’immunoterapia – che rappresenta la più innovativa arma contro i tumori – ha tutte le carte in regola per sconfiggere le neoplasie. In Humanitas sono molti i progetti di ricerca attivi, ma il percorso è ancora lungo: per questo è necessario sostenere la ricerca con il 5×1000.

 

Ormai è risaputo: lo sviluppo del cancro non dipende solo dalla crescita incontrollata di cellule tumorali, ma anche da un insieme di cambiamenti che coinvolgono il sistema immunitario che, per tanti e diversi meccanismi, non riesce a difendere l’organismo dall’invasione delle cellule neoplastiche. La scoperta di questo processo risale ormai ad alcuni anni fa, ma i progressi nella comprensione di questo complesso sistema sono lenti; tuttavia grazie alla ricerca negli ultimi anni lo sviluppo dell’immunoterapia (strategie terapeutiche che sfruttano il funzionamento del sistema immunitario) ha compiuto molti passi in avanti nel trattamento di alcuni tumori.

 

Nuove strategie terapeutiche

A spiegare la stretta relazione tra sistema immunitario e sviluppo dei tumori è Alberto Mantovani, Direttore Scientifico dell’Istituto Clinico Humanitas e presidente della Fondazione Humanitas per la Ricerca: “Nello sviluppo del cancro un ruolo di primo piano lo svolge il sistema immunitario. In particolare i macrofagi, che sono una delle tipologie di cellule deputate alle difese dell’organismo, si comportano come poliziotti corrotti favorendo lo sviluppo della neoplasia in due modi: facilitando la crescita tumorale e silenziando i linfociti T, ovvero un altro particolare gruppo di cellule del nostro sistema immunitario che, in condizioni normali, dovrebbe contrastare l’invasione del cancro. E’ per questo che la ricerca in Humanitas mira a mettere a punto nuove strategie terapeutiche da una parte per fermare i ‘poliziotti corrotti’, e dall’altra per riattivare il sistema immunitario. Abbiamo individuato diverse molecole che possono risultare utili per attivare il sistema immunitario in funzione antitumorale, e stiamo studiando le loro validità dal punto di vista terapeutico”.

 

Riattivare il sistema immunitario

Tra gli studi effettuati con l’obiettivo di riattivare il sistema immunitario contro la crescita tumorale “molto recentemente – racconta Mantovani – abbiamo pubblicato sulla rivista Nature uno studio relativo alla scoperta, da noi effettuata, di un freno del sistema immunitario che, se disinnescato, è in grado di riattivare un particolare gruppo di cellule del sistema immunitario, le Natural killer, contro lo sviluppo di neoplasie e metastasi al polmone e al fegato”.

 

Personalizzare le terapie

Non solo nuove terapie: in Humanitas i progetti di ricerca sono orientati, oltre che sull’individuazione di nuove terapie e trattamenti, anche sulla messa a punto di strategie che siano in grado di predire la capacità di un paziente di rispondere o meno a una certa immunoterapia. “Abbiamo individuato alcuni marcatori che potrebbero aiutarci a capire se e come un paziente risponderà all’immunoterapia prima di somministrargliela, nell’ottica di ottimizzare e personalizzare il percorso terapeutico. Non dobbiamo infatti dimenticare che l’instabilità genetica è una delle caratteristiche principali del cancro che lo rende un bersaglio mobile”.

 

Donare il 5×1000

Identificare i freni in grado di contrastare lo sviluppo neoplastico e personalizzare le terapie immunologiche, affinché ciascun paziente possa rispondere in modo adeguato alle terapie somministrate, sviluppando nuove terapie per quei pazienti che non beneficiano di quelle attuali: sono queste le attuali sfide che possono essere vinte anche grazie al contributo di ciascuno, versando il 5×1000 dalla propria dichiarazione dei redditi all’istituto Humanitas.