Classificazione dei vari tipi della malattia, sperimentazione di nuovi farmaci, studio degli indicatori precoci: in Humanitas la ricerca contro il Parkinson non si ferma. Ecco perché è importante donare il proprio 5×1000 

 

La strada per comprendere tutte le cause del Parkinson e per scovare delle cure che, di volta in volta, facciano davvero la differenza nella qualità di vita dei pazienti è ancora lunga da percorrere e costellata di molti ostacoli. Grazie ai progetti di ricerca in Humanitas, però, la possibilità di compiere dei piccoli passi in avanti di volta in volta è sempre più concreta: a spiegarlo è il prof Alberto Albanese, docente di neurologia e responsabile dell’Unità operativa Neurologia dell’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano (Milano).

 

Tanti Parkinson

Il progetto più importante a cui i ricercatori dell’Istituto Humanitas sta attualmente lavorando in collaborazione con l’ospedale San Raffaele e con l’istituto Besta di Milano è la classificazione delle diverse tipologie esistenti di Parkinson. “E’ il progetto relativo al Parkinson più interessante tra quelli a cui stiamo lavorando – spiega il professor Albanese -. Sappiamo, cioè, che il morbo di Parkinson comprende, al suo interno, diversi sottotipi della malattia, ma ancora non è stata fatta una classificazione  precisa. Ed è proprio questo il nostro obiettivo: classificare tutte le tipologie di questa patologia”. Un percorso lungo per un obiettivo molto ambizioso che, una volta raggiunto, renderà possibile l’individuazione delle diverse cause all’origine della malattia e, di conseguenza, la messa a punto di terapie personalizzate.

 

Patologia multifattoriale

A oggi, purtroppo, ancora non sono note le cause che portano a sviluppare la malattia di Parkinson. I molti studi effettuati negli ultimi anni hanno consentito di stabilire che il 10% dei casi di questa malattia dipende da fattori genetici, un altro 10% da fattori ambientali specifici (esposizione a manganese, esposizione alla tossina MTPT), mentre il rimanente 80% dei casi ha origine per interazioni tra fattori genetici e ambientali, “ed è proprio quest’ultimo groviglio che stiamo cercando di sgranare, per cercare di far luce sul maggior numero di cause all’origine del Parkinson.

 

Gli indicatori precoci

Nel caso delle malattie neurodegenerative è molto importante fare diagnosi precoce, per poter intervenire al meglio quando i sintomi delle malattie non sono ancora troppo evidenti, con l’obiettivo di offrire ai pazienti una buona qualità di vita il più a lungo possibile. “Un altro progetto sul Parkinson finanziato dalla fondazione Cariplo riguarda l’individuazione di indicatori precoci in grado di individuare quei soggetti che svilupperanno il decadimento delle capacità cognitive”. I ricercatori stanno seguendo da tempo diversi soggetti affetti dalle forme più tipiche di Parkinson, che periodicamente vengono sottoposti a diversi esami che facilitano la diagnosi precoce – neuroimmagini funzionali, PET con desossiglucosio e SPECT con ioflupano, studio del sistema nervoso autonomo e test genetici.

 

Farmaci sperimentali

Un altro ambito di ricerca in cui l’Istituto Humanitas è molto attivo è la sperimentazione di farmaci innovativi. “Attualmente stiamo lavorando, e siamo in pochissimi in Italia a farlo, su sei diverse terapie sperimentali che stiamo già somministrando ai nostri pazienti. I primi risultati si potranno avere verso la fine del 2019”.

 

Donare il 5×1000 a Humanitas

Classificazione dei vari tipi della malattia, sperimentazione di nuovi farmaci, studio degli indicatori precoci: in Humanitas la ricerca contro il Parkinson fa passi in avanti. Ed è per questo che è importante donare il proprio 5×1000 alla ricerca di Humanitas.