I fondi del 5×1000 assegnati quest’anno all’ospedale Humanitas sosterranno anche l’attività dei medici e degli scienziati impegnati nella ricerca sulle malattie cardiovascolari: «Sostenere la ricerca è una responsabilità per tutti perché la ricerca è al servizio di tutti, importante per poter avanzare nella conoscenza di una certa patologia, trovare cure e migliorare diagnosi e prevenzione», dice la dottoressa Elisa Di Pasquale, ricercatrice del laboratorio di Immunologia e infiammazione nelle malattie cardiovascolari dell’ospedale Humanitas.

La dottoressa Di Pasquale è uno dei ricercatori che si occupato di malattie cardiovascolari, ancora oggi la prima causa di morte in Italia. «La mia attività – spiega la specialista – si focalizza sulle cardiomiopatie primitive, ovvero le patologie del muscolo cardiaco che causano difetti meccanici ed elettrici del cuore e che portano a scompenso cardiaco, aritmie e morte improvvisa. In moltissimi casi sono di origine genetica e la causa è spesso ignota».

Qual è l’obiettivo della ricerca in questo campo? «Trovare le cause, quindi geni e mutazioni responsabili, e comprendere i meccanismi alla base di queste malattie. Per far ciò utilizziamo la genetica, e quindi l’analisi del DNA mediante delle metodiche di ultima generazione con il sequenziamento massivo del DNA, e modelli cardiaci basati sull’utilizzo di cellule staminali pluripotenti indotte. Si tratta di cellule che otteniamo dai pazienti e che, mediante un processo chiamato “riprogrammazione”, diventano nuovamente pluripotenti. Così siamo in grado di dare origine a tutte le cellule dell’organismo».

Con i modelli di laboratorio cosa si può indagare? «Con questi modelli basati sui cardiomiociti possiamo studiare la loro funzionalità, cosa non funziona, i meccanismi per cui ci sono anomalie funzionali e soprattutto possiamo utilizzarli per testare farmaci con un approccio di medicina personalizzata, farmaci specifici per quel difetto genetico», conclude la dottoressa Di Pasquale.