In Humanitas la battaglia contro i tumori avviene combattendo su più fronti, da quello più innovativo dell’immunoterapia a quello della target therapy , fino ad arrivare ai trattamenti più “tradizionali”. Con il paziente sempre al centro. Versando il 5×1000 ognuno può contribuire a far funzionare questo sistema in maniera virtuosa e permettere ai ricercatori di Humanitas di avere sempre maggiori risorse da investire.

 

Tante strade da percorrere per raggiungere un unico obiettivo: sconfiggere il cancro. In Humanitas la battaglia contro i tumori avviene combattendo su più fronti: quello più innovativo dell’immunoterapia, che cura le neoplasie attivando i meccanismi di difesa del sistema immunitario; quello della target therapy o terapia a bersaglio molecolare, in cui i cosiddetti “farmaci intelligenti” contrastano in modo selettivo i meccanismi specifici di crescita dei singoli tumori; fino ad arrivare ai trattamenti più “tradizionali” che per sconfiggere le neoplasie ricorrono a chirurgia, ormonoterapia, radioterapia e chemioterapia.

Immunoterapia e farmaci intelligenti: le nuove frontiere

La ricerca in Humanitas è molto attiva nello sviluppo di strategie diagnostiche e terapeutiche basate sul sistema immunitario e di nuove combinazioni di farmaci immunoterapici, alla ricerca di risultati sempre più soddisfacenti, con particolare riguardo al trattamento sia dei tumori cosiddetti “big killer” come il cancro del polmone, della mammella e del colon, sia di neoplasie rare come il timoma e il mesotelioma. Anche la target therapy sta compiendo grandi passi in avanti in Humanitas, che ha all’attivo lo sviluppo di nuovi farmaci non solo “intelligenti” ma anche “trasversali”, ovvero in grado di trattare pazienti con diverse patologie.

Un “volto umano alla ricerca”

In Humanitas il paziente è sempre al centro: applicando tutte le novità nel campo della ricerca medica anche su soggetti con caratteristiche eterogenee, con fasce di età avanzate, con patologie associate e non solo oncologiche, i ricercatori di Humanitas danno un “volto umano alla ricerca” personalizzando le cure per ciascun paziente nell’ottica di una “precision medicine” che guardi, oltre che al bersaglio molecolare, anche al bersaglio clinico del paziente da curare.

Una vita migliore

L’obiettivo in campo oncologico, in Humanitas, non è solo curare le neoplasie. Tutti gli approcci terapeutici che vengono somministrati sono i migliori possibili in relazione alla problematica da trattare e, al contempo, sono i migliori anche nella riduzione al minimo degli effetti collaterali a lungo termine, come ad esempio la prevenzione della sterilità, che è uno degli obiettivi dei ricercatori di Humanitas. Perché curare una neoplasia vuol dire anche dare al paziente, oltre che le migliori cure possibili, anche la migliore vita possibile.

Continuità assistenziale

Anche chi ha già sconfitto il cancro trova in Humanitas una risposta alle proprie esigenze: nella struttura è infatti attivo un programma dedicato ai “cancer survivors“, ovvero quei pazienti che sopravvivono da oltre cinque anni a una diagnosi di tumore e che, pur essendo considerati guariti, necessitano di essere seguiti secondo un approccio personalizzato: si chiama Cancer free program e mira a offrire una continuità assistenziale dall’ospedale al territorio mediante il coinvolgimento attivo dei medici di medicina generale così da permettere ai pazienti di essere adeguatamente seguiti anche fuori dall’ospedale.

Donazioni 5×1000

Versando il 5×1000 dalla propria dichiarazione dei redditi ogni persona può contribuire a far sì che tutto questo sistema continui a funzionare in maniera virtuosa e permettere ai ricercatori di Humanitas di avere sempre maggiori risorse da investire. Come spiega Armando Santoro, direttore di Humanitas Cancer Center, “siamo una struttura che fa ricerca di alto livello in tutti i nuovi campi dell’oncologia, come dimostrano i risultati ottenuti, cercando però di conciliare tale finalità con l’obiettivo di mantenere il paziente al centro dell’interesse”.