“Alla ricerca delle cellule ‘trasformiste’ per svelare il mistero delle metastasi”, incentrato sullo studio dei tumori gastrointestinali, è uno dei progetti di ricerca di Humanitas che hanno beneficiato dei finanziamenti del 5×1000. In che modo sta procedendo la ricerca? Ne parliamo con il suo coordinatore, il dottor Luigi Laghi, medico-ricercatore dell’Unità Operativa Gastroenterologia di Humanitas.

 

«In questi ultimi mesi – spiega lo specialista – abbiamo lavorato sul raffinamento della metodologia e sul consolidamento dei dati aggiungendo 200 nuovi controlli nello studio. Questi sono pazienti sottoposti a colonscopia e che fungono da “cartina di tornasole”., non essendo affetti da cancro. Questo è un punto importante, soprattutto perché ci consentirà anche di valutare come il nostro metodo si comporta nel rilevare i polipi del colon. In questa fase ci concentreremo sulla tenuta nel rilevare casi senza tumore, lavorando sui valori soglia per contenere i “falsi positivi”, cioè soggetti con test positivo in assenza di tumore. Nel frattempo, stiamo riavviando la raccolta dei casi con cancro al colon. Lo scopo è reclutare almeno 500 tra casi e controlli nei prossimi mesi, così da lavorare su numeri consistenti nelle fasi di taratura metodologica.

 

Ricordiamo lo scopo della ricerca condotta dal dottor Laghi, l’individuazione di nuovi marcatori delle cellule simil-mesenchimali utili per comprendere al meglio il meccanismo alla base della diffusione dei tumori gastrointestinali in altri organi. Sono queste le cellule “trasformiste” cui fa riferimento il titolo della ricerca. Perché “trasformiste”? Perché sono cellule che, in presenza di un tumore, subiscono una trasformazione radicale che avviene prima del distacco dal tumore intestinale di cui fanno parte.

 

Le cellule epiteliali intestinali, in altre parole, prima di entrare in circolo sanguigno, diventano simil-mesenchimali per entrare nel circolo e predisporre allo sviluppo di metastasi.