Sarcoma, immunità e risposta antitumorale

Quale contributo può arrivare dal sistema immunitario contro il sarcoma, un tumore dei tessuti molli? A questa domanda cercherà di dare una risposta il dottor Andrea Ponzetta, ricercatore di Humanitas fra i quattro beneficiari della borsa di studio messa a disposizione da Gerry Scotti a sostegno della ricerca targata Humanitas.

I suoi studi saranno incentrati sull’indagine del ruolo svolto dai neutrofili nei tumori: «Sono cellule che fanno parte dell’immunità innata e che negli ultimi tempi sono stati rivalutati come cellule capaci di esercitare funzioni che vanno un po’ al di là di quelle che originariamente si pensava svolgessero», spiega il dottor Ponzetta.

«In particolare nei nostri studi stiamo vedendo che i neutrofili possono esercitare un ruolo protettivo antitumorale soprattutto nella patologia dei sarcomi dei tessuti molli, particolarmente aggressiva. Stiamo cercando di capire con quali meccanismi i neutrofili esercitano questa funzione protettiva», conclude il ricercatore.

 

 

Tumore della prostata, la ricerca di Humanitas sulla risposta immunitaria

L’immunoncologia è l’ultima frontiera della ricerca sull’origine e il trattamento dei tumori. Ed è proprio in questo campo che svolgerà il suo lavoro la dottoressa Diletta Di Mitri, “cervello” di ritorno dall’estero e pronta al nuovo impegno nei laboratori di Humanitas. La dottoressa Di Mitri farà parte del team di Humanitas grazie alla borsa di studio voluta da Gerry Scotti per il sostegno alla ricerca. È dal 2011 che il noto conduttore televisivo è a fianco dell’attività scientifica di Humanitas.

La scienziata si occuperà in particolare del rapporto tra immunità e tumore della prostata: «Nei tumori – spiega – è ormai riconosciuto il ruolo della risposta immunitaria, spesso purtroppo a favore della progressione tumorale. L’intuizione del lavoro di ricerca è quella di riprogrammare la risposta immunitaria in modo tale da combatterlo, il tumore».

«Oltre ai diversi tipi di tumore studierò il tumore nelle sue varie fasi e in particolare in quella delle metastasi, perché è importante poterle combatterle e, magari, prevenirle. Cercherò con gli altri ricercatori – conclude la dottoressa Di Mitri – di riprogrammare l’immunità per andare a prevenire o distruggere le metastasi».

 

 

Parkinson, al via una ricerca su un nuovo possibile trattamento

Un progetto per lo sviluppo di un nuovo approccio farmacologico per il trattamento del Parkinson. È su quanto lavorerà la dottoressa Simona Eleuteri, ricercatrice attiva negli Stati Uniti e prossima al rientro in Italia. La sua attività in Humanitas sarà sostenuta dal finanziamento della borsa di studio messa a disposizione da Gerry Scotti.

«La malattia di Parkinson – spiega la ricercatrice – è la seconda patologia neurodegenerativa più conosciuta al mondo ma al momento non c’è un trattamento capace di bloccare la sua progressione. L’obiettivo sarà quello di affrontare una ricerca di tipo traslazionale, from bench to bedside, ovvero dal laboratorio al letto del paziente».

La ricercatrice ha già condotto degli studi sulla malattia all’Università della California di San Diego, negli Stati Uniti: «Questi studi mi hanno permesso di individuare e validare un nuovo target terapeutico nel trattamento del Parkinson. Da qui l’obiettivo di sviluppare un nuovo farmaco capace di bloccare la degenerazione dei neuroni dopaminergici coinvolti nel Parkinson e la sua progressione».

Il suo ruolo sarà quello di “cerniera” tra i ricercatori attivi nella fase pre-clinica e in quella clinica: «Sarà molto importante la sinergia tra il Neuronet diretto dalla professoressa Michela Matteoli e l’Unità di Neurologia diretta dal professor Alberto Albanese. Io seguirò tutti i passaggi dello sviluppo del farmaco e coordinerò la comunicazione tra il mondo pre-clinico e quello clinico», conclude la ricercatrice.

 

 

Miotomia esofagea per via endoscopica, al via un progetto

Dal 2011 ogni anno Gerry Scotti adotta quattro ricercatori di Humanitas mettendo loro a disposizione delle borse di studio. Quest’anno una andrà a finanziare l’attività di ricerca della dottoressa dell’ospedale Humanitas Roberta Maselli. Il suo progetto approfondirà la miotomia esofagea per via endoscopica (POEM), la nuova frontiera dell’endoscopia digestiva.

Con il suo lavoro, condotto anche in prestigiosi centri di medicina all’estero, la dottoressa Maselli si è dedicata all’endoscopia oncologica: «In particolare mi sono interessata – dice la specialista – alla parte operativa dell’endoscopia che sta prendendo piede negli ultimi anni come la chirurgia endoluminale dell’interno. Pertanto voglio studiare la POEM (Per Oral Endoscopic Myotomy), ovvero la miotomia esofagea per via endoscopica, un intervento innovativo utilizzato ormai da dieci anni».

Questo tipo di intervento è impiegato per il trattamento di un raro disordine primario dell’esofago: «Approfondirò la chirurgia endoluminale, e in particolare questo intervento, per la cura dell’acalasia esofagea. Humanitas è uno dei pochi centri in Italia in grado di eseguire tale intervento», conclude la dottoressa Maselli.