Due “misteri” che riguardano l’intestino si chiamano malattia di Crohn e retto-colite ulcerosa. Sebbene di queste malattie si sappia tanto, le loro cause restano tuttora sconosciute. Riuscire a comprendere chiaramente cosa scatena l’infiammazione sarebbe fondamentale perché permetterebbe di cambiare il modo di trattare e di prevenire queste due malattie infiammatorie croniche intestinali. L’attività di ricerca in questo campo vede impegnato anche l’ospedale Humanitas con uno dei quattro progetti di ricerca per il 2017 dedicato alle malattie autoimmuni e infiammatorie.

La ricerca sulle malattie infiammatorie intestinali negli ultimi anni si è orientata sullo studio delle cause dell’infiammazione, quindi sui suoi segnali e sulla messa a punto di nuovi farmaci in grado di bloccarli, e sull’attività del microbiota, l’universo di batteri che popola il tratto gastrointestinale coinvolto nella genesi delle patologie. Ne parliamo con il professor Silvio Danese, gastroenterologo e responsabile del Centro Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali dell’ospedale Humanitas e docente di Humanitas University.

È sempre più chiaro come l’origine di queste malattie sia di natura multifattoriale: fattori genetici e ambientali interagiscono tra loro e danno vita allo stato infiammatorio con la mediazione del sistema immunitario. È stato stabilito, ad esempio, un collegamento diretto tra l’alimentazione e l’equilibrio del microbiota intestinale. La disbiosi, un’alterazione di questo equilibrio caratterizzata da una variazione definitiva della composizione della flora batterica, è probabilmente un evento chiave nello sviluppo delle malattie infiammatorie intestinali. Rendere più chiara la relazione tra batteri e cellule ospiti potrà portare alla definizione di nuove strategie terapeutiche personalizzate.

La ricerca dei marcatori dell’infiammazione, dei suoi segnali, è l’altro versante su cui si è concentrata la ricerca negli ultimi anni. Lo scopo ultimo è sempre quello di migliorare i trattamenti e prevenire l’insorgenza dell’infiammazione. Tra i diversi marker sono stati individuati l’interleuchina 1-beta e il TNF (fattore di necrosi tumorale), delle citochine ad azione pro-infiammatoria secrete da alcune cellule del sistema immunitario.