Il sistema immunitario “si rivolta” contro l’organismo inducendo uno stato di infiammazione cronico che bisogna controllare negli anni. È il meccanismo che caratterizza le malattie infiammatorie e autoimmuni, un vasto gruppo di patologie che interessano diversi organi e distretti, dalle articolazioni alla pelle all’intestino, per esempio. La ricerca scientifica internazionale è impegnata nel tentativo di comprendere meglio le cause scatenanti di queste malattie, i sistemi per poterle diagnosticare ancora più precocemente e, soprattutto, nella definizione di nuovi trattamenti. Anche Humanitas è in prima fila nell’attività di ricerca su autoimmunità e infiammazioni, attività che può essere sostenuta con i finanziamenti del 5×1000 destinati all’ospedale.

Che tipo di sfida rappresenta la ricerca in questo settore? L’abbiamo chiesto al professor Alberto Mantovani, direttore scientifico di Humanitas e docente di Humanitas University. «Buona parte delle malattie autoimmuni e infiammatorie colpiscono prevalentemente le donne pertanto la sfida della ricerca è anche una sfida di medicina di genere. Non dimentichiamo, poi, che alcune delle malattie autoimmuni sono in aumento, un dato che rende ancora più urgente la necessità di sapere di più su queste patologie», risponde il professore.

Quali traguardi ha tagliato la ricerca al momento? «La definizione dei meccanismi che sostengono le malattie autoimmuni e infiammatorie ha portato, e sta portando, allo sviluppo di nuove strategie terapeutiche che vede coinvolta anche Humanitas. Sono strategie terapeutiche innovative per il trattamento delle malattie autoimmuni che colpiscono le articolazioni, come l’artrite reumatoide e il lupus, la pelle, come la psoriasi, l’intestino, come la malattia di Crohn e la rettocolite ulcerosa, e i polmoni come l’asma e la broncopneumopatia cronico ostruttiva».

Qual è il valore aggiunto dell’attività, non solo di ricerca, di Humanitas riguardo alle malattie autoimmuni? «Humanitas partecipa alla lotta contro queste malattie con un approccio originale. Dal momento che tali patologie hanno un carattere trasversale e interessano il paziente coinvolgendo spesso più organi, il paziente viene messo al centro di una struttura dedicata e organizzata secondo una visione integrata. Infine, come in passato, anche nel presente e nel futuro, siamo impegnati nello sviluppo di tecniche diagnostiche e terapie innovative per le malattie autoimmuni e infiammatorie», conclude il professor Mantovani.