All’origine delle malattie con l’obiettivo di nuove terapie. Gli specialisti di Humanitas sono pronti a partire con quattro nuovi progetti di ricerca su immunoterapia e tumori, malattie cardiovascolari, malattie neurologiche e malattie autoimmuni e infiammatorie. Dallo scompenso cardiaco al cancro, dall’Alzheimer alla malattia di Crohn all’artrite reumatoide sono diverse le patologie alle quali si dedicheranno i ricercatori dell’ospedale. Al centro del loro lavoro l’individuazione delle cause, la definizione di nuovi strumenti di diagnosi e di nuovi trattamenti per migliorare le terapie e fare prevenzione.

I quattro progetti potranno essere sostenuti direttamente dai contribuenti con i finanziamenti del 5×1000 destinati all’ospedale. Filo conduttore della sfida di Humanitas contro queste patologie è l’attenzione rivolta al ruolo del sistema immunitario.

Potenziare le difese immunitarie è la nuova strategia nella lotta contro il cancro. Si chiama immunoncologia l’applicazione dell’immunoterapia al trattamento dei tumori: l’obiettivo del progetto coordinato dal professor Armando Santoro, direttore del Cancer Center di Humanitas, è proprio imparare a utilizzare meglio il sistema immunitario contro i tumori: «Per tante forme di tumore l’immunoterapia è regolarmente utilizzata con un tasso di tossicità modesto e la possibilità di conferire una migliore qualità di vita ai pazienti. La ricerca da un lato sta cercando di definire trattamenti con più farmaci e più meccanismi immunologici, dall’altro di individuare dei fattori predittivi che ci permettano di selezionare meglio i pazienti da trattare», spiega lo specialista.

Di immunità si occupano anche gli scienziati che si dedicano alle malattie autoimmuni e infiammatorie. Un malfunzionamento del sistema immunitario è infatti alla base di patologie come l’artrite reumatoide, il lupus, la psoriasi e le malattie infiammatorie intestinali. A oggi la ricerca ha permesso di tagliare importanti nel trattamento dei sintomi mentre la nuova sfida è ottenere più informazioni sulle cause per intervenire prima che queste malattie possano insorgere: «Anche una sfida di medicina di genere dal momento che buona parte delle malattie autoimmuni e infiammatorie colpiscono prevalentemente le donne», ricorda il professor Alberto Mantovani, direttore scientifico di Humanitas e docente di Humanitas University.

L’ospedale è attivo anche nella ricerca delle cause delle malattie neurodegenerative come Alzheimer e Parkinson nel tentativo di comprendere meglio il ruolo dell’infiammazione: «Ci occupiamo di capire in che modo l’ambiente, e in particolare l’infiammazione, possano favorire l’insorgenza della malattia,m allo scopo di comprendere perché ci si ammala, e di individuare nuove strategie per la prevenzione e la cura», spiegano la professoressa Michela Matteoli, responsabile di Humanitas Neuro Center, direttore dell’Istituto di Neuroscienze del CNR e docente di Humanitas University, e il professor Alberto Albanese, responsabile di Neurologia di Humanitas.

Infine il progetto sulla salute cardiovascolare, con un focus sullo scompenso cardiaco, la malattia cardiovascolare più comune. A coordinare l’attività dei ricercatori sarà il professor Gianluigi Condorelli, direttore del Dipartimento Cardiovascolare di Humanitas. Le novità principali della ricerca riguardano, tra l’altro, «l’identificazione delle mutazioni genetiche alla base delle cardiomiopatie primitive e di nuovi biomarker circolanti di stress cardiaco che potrebbero rilevarsi più sensibili di quelli utilizzati convenzionalmente oggi, al fine di migliorare la capacità diagnostica e prognostica della malattia», spiega il professore.