Le demenze colpiscono nel mondo 47 milioni di persone ed entro il 2050 il numero è destinato a triplicarsi per via dell’invecchiamento della popolazione. Dopo l’Alzheimer la malattia neurodegenerativa più diffusa a livello mondiale è la malattia di Parkinson. Se la prima colpisce in Italia circa mezzo milione di persone, questa riguarda invece all’incirca 300mila individui. Di entrambe non si sa ancora tutto: le cause sono sconosciute e non sono disponibili delle terapie definitive. La ricerca internazionale è impegnata nel rendere queste patologie sempre più note e questi dati rendono la sfida ancora più importante.

Anche i ricercatori di Humanitas sono impegnati in questa sfida. Tra loro il dottor Davide Pozzi, ricercatore del Laboratorio di Neurofisiologia dei difetti del neurosviluppo di Humanitas e professore di Humanitas University: «Il nostro laboratorio – spiega – è impegnato nel capire i meccanismi molecolari alla base delle malattie neurodegenerative che colpiscono il cervello come la malattia di Alzheimer o quella di Parkinson».

Lo scopo ultimo è capire perché ci si ammala, che peso hanno i fattori ambientali e in che modo si può prevenire o trattare queste patologie: «Le nostre ricerche sono volte alla comprensione delle fasi iniziali dello sviluppo delle malattie neurodegenerative. Queste potrebbero essere scatenate dalla presenza di alcuni tipi di molecole o proteine particolarmente tossiche per il cervello», aggiunge ancora il dottor Pozzi.

Il lavoro dei ricercatori impegnati in questo settore può essere sostenuto dai fondi del 5×1000 destinati a Humanitas. A coordinare la loro attività la professoressa Michela Matteoli, responsabile di Humanitas Neuro Center, direttore dell’Istituto di Neuroscienze del CNR e docente di Humanitas University, e il professor Alberto Albanese, responsabile di Neurologia di Humanitas.