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Vaccino esavalente

Che cos’è il vaccino esavalente?

Si tratta di un unico vaccino che viene solitamente somministrato entro il primo anno di vita e che protegge da poliomelite, tetano, difterite, pertosse acellulare, epatite B ed haemophilus influenzae di tipo B.

La poliomielite è una grave patologia contagiosa ed infettiva imputabile al poliovirus che colpisce le cellule neurali del sistema nervoso; ne consegue una paralisi che è talvolta irreversibile. La trasmissione è per via feco-orale: il virus passa tramite le feci che possono contaminare mani, acqua, alimenti ed attraverso le goccioline di saliva emesse da soggetti ammalati o portatori sani.

Il tetano è una malattia infettiva non contagiosa provocata dal Clostridium tetani, un batterio molto diffuso nell’ambiente e che può penetrare facilmente nell’organismo tramite delle piccole ferite a contatto con terriccio od oggetti sporchi. La tossina raggiunge quindi il sistema nervoso e può provocare delle contrazioni e degli spasmi muscolari.

La difterite è una grave malattia infettiva che è dovuta ad una tossina prodotta dal batterio Corynebacterium diphtheriae. La tossina inibisce le funzioni cellulari di reni, cuore e sistema nervoso. La trasmissione avviene tramite contatto diretto con un malato o un portatore o per contatto indiretto – anche se ciò avviene più raramente – con oggetti contaminati.

La pertosse acellulare è una malattia infettiva provocata dal batterio Bordetella pertussis. Coinvolge in prevalenza i bambini ed il contagio avviene tramite delle goccioline di saliva emesse dalle persone infette parlando, tossendo o starnutendo. Nei bambini sotto l’anno di età la pertosse può essere piuttosto grave a causa dell’insorgenza di complicanze (broncopolmoniti, convulsioni, crisi di apnea, encefaliti).

L’epatite B è una malattia infettiva contagiosa dovuta allo Human epatitis B Virus (HBV) che si trasmette tramite sangue e liquidi biologici infetti (sperma, sangue, latte materno e secrezioni vaginali). L’infezione coinvolge il fegato e può provocare epatite acuta, fulminante o cronica.

L’haemophilus influenzae di tipo B è un batterio molto diffuso che è presente nella gola e nel naso ed è responsabile di infezioni importanti, soprattutto nei bambini sotto i cinque anni. La trasmissione avviene per contatto diretto, tramite le goccioline che vengono emesse da persone ammalate o portatrici.

Come funziona il vaccino esavalente?

Il vaccino contiene parti di tutti e sei i germi e può proteggere dalle sei patologie.

La somministrazione si effettua per via intramuscolare nella faccia antero-laterale della coscia.

Quando fare il vaccino esavalente?

Il vaccino esavalente rientra nelle vaccinazioni obbligatorie e viene somministrato – in tre dosi distinte – nel primo anno di vita. Le componenti antipertosse ed haemophilus B non sono obbligatorie, per cui è possibile rifiutarne la somministrazione tramite un dissenso sottoscritto.

Per haemophilus B ed epatite B non sono necessarie ulteriori dosi.

Invece, per difterite, tetano, polio e pertosse è previsto un richiamo (dose di rinforzo) intorno ai 5-6 anni di età. Un’altra dose – comunque ridotta – è poi raccomandata in età adolescenziale.

Negli adulti si consiglia ogni dieci anni un richiamo per la difterite, il tetano e la pertosse.

Effetti collaterali del vaccino esavalente

Questo vaccino è ben tollerato. Entro 48 ore dalla somministrazione potrebbero manifestarsi gonfiore, rossore e tumefazione nella sede di iniezione o febbre.

Come per tutti i vaccini è possibile che si verifichi l’eventualità di reazioni allergiche, anche gravi; si tratta di un’evenienza comunque rara.

Le informazioni riportate costituiscono indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico.

 

Vaccino antipneumococcico

Che cos’è il vaccino antipneumococcico?

Con il termine pneumococco si fa generalmente riferimento al batterio Streptococcus pneumoniae, che è molto diffuso nelle alte vie aeree di adulti e bambini. Si conoscono più di novanta tipi di pneumococco e alcuni di questi possono provocare delle infezioni come sinusiti, otiti, polmoniti, meningiti e sepsi. A esserne colpiti sono soprattutto i bambini e gli anziani.

Il vaccino antipneumococcico difende l’organismo dai batteri che sono solitamente le più  responsabili di malattie e si è dimostrato molto efficace nel prevenire le forme più gravi di infezione.

Come funziona il vaccino antipneumococcico?

Sono disponibili due tipi di vaccino antipneumococcico:

Coniugato 13-valente (PVC13): per i lattanti ed i bambini fino ai 5 anni di età; è efficace contro i 13 ceppi che sono responsabili della maggior parte delle infezioni più gravi. Si tratta di un vaccino inattivato e coniugato, ovvero ottenuto con dei frammenti del batterio e poi legato a una proteina che è in grado di aumentarne l’efficacia.

Polisaccaridico 23-valente: impiegato prevalentemente negli adulti.

Il vaccino è somministrato tramite iniezione intramuscolare: nel braccio dai 9 anni in su, nella faccia antero-laterale della coscia per i bambini più piccoli.

Quando fare il vaccino antipneumococcico?

Il PVC13 è il vaccino più diffuso nei bambini. Esso non fa parte delle vaccinazioni obbligatorie ma viene proposto in occasione del vaccino esavalente (tetano, difterite, pertosse, poliomielite, epatite B, haemophilus influenzae di tipo B) a partire dal terzo mese. Ne sono previste tre dosi – da somministrare tutte nel primo anno – e non sono necessari degli ulteriori richiami.

Effetti collaterali del vaccino antipneumococcico

Esso è solitamente ben tollerato. Entro 48 ore dalla somministrazione potrebbero manifestarsi gonfiore, rossore, dolore nella sede di iniezione e sintomi più generali come debolezza, febbre, dolori muscolari e rash cutanei.

Come per tutti i vaccini è possibile che si verifichino delle reazioni allergiche, anche gravi; si tratta di un’evenienza comunque rara.

Le informazioni riportate costituiscono indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico.

 

Vaccino antinfluenzale

Che cos’è il vaccino antinfluenzale?

Si tratta della più efficace arma di prevenzione contro l’influenza stagionale, che è una patologia a carico delle vie respiratorie dovuta ai cd virus influenzali.

Come funziona il vaccino antinfluenzale?

Il vaccino antinfluenzale che viene impiegato in Italia è detto trivalente perché contiene tre tipi di virus: due di tipo A (H1N1 e H3N2) e uno di tipo B. C’è poi un vaccino quadrivalente che contiene due virus di tipo A (H1N1 e H3N2) e due virus di tipo B. I virus che sono contenuti nei vaccini vengono scelti sulla base dei virus isolati nel corso della stagione antecedente. L’efficacia del vaccino dipende pertanto dalla corrispondenza che c’è tra i virus che contiene e quelli circolanti, che possono anche essere differenti. Il vaccino viene somministrato a mezzo di  un’iniezione intramuscolare: nel braccio dai 9 anni in su, nella faccia antero-laterale della coscia per i più piccoli.

Quando fare il vaccino antinfluenzale?

Nel nostro paese è possibile sottoporsi al vaccino antinfluenzale nel periodo autunnale: la campagna vaccinale parte solitamente a metà ottobre e si conclude a fine dicembre. Questo periodo viene ritenuto il migliore, tenendo conto delle condizioni climatiche presenti in Italia e dell’andamento delle epidemie influenzali.

Alla vaccinazione possono sottoporsi tutti coloro che lo desiderano e che non presentano delle precise controindicazioni. Alcune categorie sono ritenute particolarmente a rischio e quindi il vaccino antinfluenzale è consigliabile e viene loro offerto gratuitamente. Ecco alcuni esempi:

  • Bambini (oltre i 6 mesi), ragazzi e adulti (fino a 65 anni) che sono colpiti da patologie per le quali potrebbero essere esposti al rischio di importanti complicazioni nel caso di influenza (tumori, malattie metaboliche, malattie croniche dell’apparato respiratorio, malattie a carico dell’apparato cardiocircolatorio);
  • Persone che abbiano superato i 65 anni;
  • Donne incinta, che all’inizio della stagione epidemica siano al secondo o al terzo trimestre di gravidanza;
  • Categorie di lavoratori come forze di polizia e vigili del fuoco;
  • Categorie di lavoratori a contatto con animali, potenziale fonte di infezione da virus influenzali non umani.

Effetti collaterali del vaccino antinfluenzale

Il vaccino antinfluenzale è sicuro in quanto viene sottoposto, prima della sua diffusione, ad una serie di controlli.

A seguito dell’iniezione possono aversi delle reazioni locali come arrossamento, gonfiore e indolenzimento ed mal di testa,  dolori muscolari o articolari.

In corrispondenza temporale alla vaccinazione antinfluenzale sono stati segnalati degli eventi rari (come trombocitopenia, disordini neurologici, reazioni allergiche gravi, nevralgie e parestesie), ma non è stata dimostrata la correlazione tra il vaccino e l’insorgere dei disturbi.

Le informazioni riportate costituiscono indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico.

 

Vaccino antimeningococcico

Che cos’è il vaccino antimeningococcico?

Il meningococco (Neisseria meningitis) è un batterio di cui si conoscono 13 tipologie; solo cinque però sono responsabili di malattie (A, B, C, Y, W135). In Italia, così come in Europa, si segnala una prevalenza dei sierotipi B e C.

Il meningococco è responsabile di diverse infezioni di varia entità e può colpire a qualunque età, con una prevalenza nei bambini al di sotto deii cinque anni. La trasmissione avviene tramite goccioline nasali o faringee che vengono emesse da persone infette o portatrici sane del batterio.

Le infezioni da meningococco sono spesso asintomatiche o causano al più un’infiammazione delle alte vie respiratorie; nei casi più gravi tuttavia il batterio può causare meningite o sepsi, malattie molto gravi i cui esiti possono essere addirittura fatali.

Come funziona il vaccino antimeningococcico?

Sono disponibili due tipi di vaccino antimeningococcico:

Vaccino coniugato contro il meningococco di tipo C (MenC). E’ il più diffuso e può essere somministrato dai tre mesi di vita, assicurando una protezione efficace e di lunga durata nel tempo. Viene somministrato tramite iniezione intramuscolare: nella faccia antero-laterale della coscia per i bambini più piccoli, nel braccio dai 9 anni in su.

Vaccino coniugato tetravalente contro i meningococchi di tipo A, C, Y, W135 (Mcv4). Ne esistono due varietà: uno somministrabile dai 12 mesi di vita e uno dai due anni di età. È raccomandato quando ci si reca in paesi a rischio per la presenza di questi sierotipi. Si somministra per via sottocutanea nella parte alta del braccio.

Quando fare il vaccino antimeningococcico?

In Italia il vaccino antimeningococcico non è obbligatorio ma rientra nelle vaccinazioni raccomandate. Solitamente si prevede la somministrazione di MenC nei bambini tra i 13 e i 15 mesi in concomitanza con il vaccino Mpr (parotite, morbillo, rosolia).

Il Mcv4 è invece indicato qualora si sia programmato un viaggio in paesi ritenuti a rischio per la presenza dei meningococchi A, C, Y, W135.

Il vaccino antimeningococcico è inoltre raccomandato per gli individui a rischio per alcune patologie o per delle particolari condizioni.

Effetti collaterali del vaccino antimeningococcico

Il vaccino è ben tollerato. Entro 48 ore dalla sua somministrazione potrebbero manifestarsi rossore, gonfiore o dolore nel sito di iniezione o febbre.

Come per tutti i vaccini è possibile che si verifichino delle reazioni allergiche anche gravi; si tratta comunque di un’evenienza rara.

Le informazioni riportate costituiscono indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico.

 

Vaccino anti varicella

Che cos’è il vaccino anti varicella?

La varicella è una malattia infettiva molto contagiosa imputabile al virus Varicella zoster. Colpisce in prevalenza i bambini di età compresa tra i 5 e i 10 anni. Il contagio avviene tramite le goccioline di saliva che vengono emesse parlando, tossendo o starnutendo. Si tratta di una malattia che solitamente non preoccupa e che regredisce in 7-10 giorni. Si caratterizza per un’eruzione cutanea che si caratterizza per piccole lesioni cutanee su tutto il corpo e che causano molto prurito; queste successivamente si trasformano in vescicole, quindi in crosticine e alla fine si staccano. Possono esservi inoltre mal di testa, febbre ed una sensazione di malessere diffuso.

Il vaccino anti varicella conferisce protezione da questa malattia. E’ comunque possibile ammalarsi; in tal caso però la varicella avrà un decorso più rapido e una sintomatologia più leggera.

Se l’organismo entra a contatto con il virus, questo rimane nascosto nei gangli sensitivi craniali e del midollo spinale anche per tutta la vita. Nel 10-20% dei casi si risveglia e causa l’Herpes Zoster, anche noto come Fuoco di sant’Antonio.

Come funziona il vaccino anti varicella?

Il vaccino è costituito da virus vivi ma inoffensivi, in grado quindi di stimolare le difese dell’organismo ma non di procurare la malattia.

È disponibile anche un vaccino combinato che contenga sia il vaccino anti-varicella sia le componenti anti morbillo-parotite-rosolia. Il vaccino MPRV può essere somministrato nei bambini e nei dodicenni al posto dei due singoli vaccini.

Quando fare il vaccino anti varicella?

Il vaccino anti varicella è raccomandato nei neonati. Si somministra per via sottocutanea e nei bambini che non hanno avuto la malattia sono previste due dosi: la prima tra i 12 e i 15 mesi, la seconda dose intorno ai 5-6 anni.

Effetti collaterali del vaccino anti varicella

A seguito della sua somministrazione potrebbero presentarsi gonfiore, dolore ed arrossamento nel punto di iniezione.

Come per tutti i vaccini è possibile che si verifichi l’eventualità di reazioni allergiche, anche gravi. Si tratta di un’evenienza che è comunque rara.

Le informazioni riportate costituiscono indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico.

 

Vaccino anti rotavirus

Che cos’è il vaccino anti rotavirus?

Il rotavirus può provocare una forma di gastroenterite pediatrica, che colpisce in particolar modo i neonati ed i bambini entro i cinque anni. La malattia è provocata da una tossina prodotta dal virus; questa attacca le cellule dell’intestino tenue ostacola quindi l’assorbimento dell’acqua. Il virus si trasmette per via oro-fecale: è pertanto presente nelle feci di soggetti infetti e il contagio avviene tramite l’ingestione di acqua o alimenti contaminati. E’ molto diffuso nell’ambiente e, nel nostro paese, colpisce soprattutto nella stagione invernale.

Insieme alle normali norme igieniche, il vaccino è il metodo migliore per difendersi dalle malattie da rotavirus.

Come funziona il vaccino anti rotavirus?

Il vaccino è costituito da virus vivi e viene somministrato via bocca. Ne sono disponibili due tipi: uno prevede due dosi e l’altro tre.

Quando fare il vaccino anti rotavirus?

Il vaccino anti rotavirus è raccomandato per i neonati. Per il vaccino in due dosi si consiglia di somministrare la prima tra le 6 e le 12 settimane di vita e la seconda dopo almeno 4 settimane. Entro le 24 settimane di età è necessario aver completato il ciclo.

Per il vaccino in tre dosi è opportuno somministrare la prima tra le 6 e le 12 settimane di vita; per le dosi successive è necessario fare decorrere un intervallo di quattro settimane. Entro le 32 settimane di età è necessario aver completato il ciclo.

Effetti collaterali del vaccino anti rotavirus

A seguito della somministrazione di questo vaccino potrebbero presentarsi febbre, perdita di appetito, irritabilità, diarrea o vomito.

Come per tutti i vaccini è possibile che si verifichi l’eventualità di reazioni allergiche, anche gravi; si tratta di un’evenienza che è comunque rara.

Le informazioni riportate costituiscono indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico.

 

Vaccino anti papillomavirus umano (HPV)

Che cos’è il vaccino anti papillomavirus umano (HPV)?

Il papilloma virus è responsabile di infezioni che sono molto diffuse. Ne sono stati identificati più di un centinaio di tipi; la maggior parte provoca lesioni come le verruche ma una quarantina di tipi di HPV infetta le mucose, soprattutto quelle genitali. Alcune lesioni possono degenerare in forme tumorali. I sierotipi che colpiscono le mucose si dividono pertanto in sierotipi a basso rischio non oncogeni, da una parte, e sierotipi ad alto rischio oncogeni, dall’altra. I primi causano delle lesioni benigne a basso rischio di trasformazione maligna, mentre ai secondi sono dovuti circa il 70% dei tumori al collo dell’utero. L’HPV è responsabile inoltre di neoplasie quali per esempio il tumore al pene, all’ano, alla cavità orale, all’orofaringe. L’impiego del preservativo nei rapporti genitali non elimina del tutto il rischio di contagio.

Il vaccino anti papillomavirus umano permette di scongiurare il rischio di infezione; per essere efficace deve però essere somministrato prima che l’organismo sia entrato in contatto con il virus.

Come funziona il vaccino anti papillomavirus umano (HPV)?

Esso è composto da delle particelle associate a sostanze adiuvanti, prodotte mediante DNA ricombinante e quindi senza utilizzare il DNA del virus.

Nel nostro paese sono disponibili due vaccini:

Bivalente. Esso viene somministrato solo alle femmine e contiene i sierotipi 16 e 18 (responsabili di oltre il 70% di tutti i tumori del collo dell’utero). Si inietta per via intramuscolare nella regione deltoidea del braccio.

Quadrivalente: Valido sia per i maschi che per le femmine, contiene i sierotipi 6, 11 (responsabili di oltre il 90% dei condilomi ano-genitali), 16, 18. Si inietta per via intramuscolare nell’area anterolaterale superiore della coscia.

Quando fare il vaccino anti papillomavirus umano (HPV)?

Questo vaccino non è obbligatorio ma è raccomandato (per le ragazze intorno ai 12 anni), vista la frequenza delle infezioni da HPV e le sue potenziali conseguenze. Considerato che il contagio avviene per via sessuale, è preferibile somministrare il vaccino prima che inizi l’attività sessuale.

Le dosi variano a seconda dell’età e del tipo di vaccino:

  • Vaccino bivalente: tra i 9 e i 14 anni di età, due dosi (di cui la seconda dopo 5-7 mesi dalla prima). Dai 14 anni, tre dosi (di cui la seconda dopo 1-2,5 mesi dalla prima e la terza 5-12 mesi dopo la prima).
  • Vaccino quadrivalente: tra i 9 e i 13 anni di età, due dosi (di cui la seconda dopo 6 mesi dalla prima). Può anche essere somministrato in tre dosi (di cui la seconda ad almeno un mese dalla prima e la terza dopo almeno tre mesi dalla seconda. Le tre dosi vanno comunque somministrate entro un anno). Dai 14 anni, tre dosi seguendo il precedente schema.
  • Effetti collaterali del vaccino anti papillomavirus umano (HPV)
  • E’ molto sicuro; a seguito della sua somministrazione possono presentarsi dolore, gonfiore, rossore e prurito nella zona di iniezione.
  • Come per tutti i vaccini potrebbe verificarsi l’eventualità di reazioni allergiche, anche gravi. Si tratta di un’evenienza che è comunque rara.

Le informazioni riportate costituiscono indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico.

 

Vaccino anti morbillo-parotite-rosolia (MPR)

Che cos’è il vaccino anti morbillo-parotite-rosolia (MPR)?

Il morbillo è una malattia infettiva molto contagiosa. Essa è dovuta al morbillivirus e si trasmette tramite le goccioline di saliva che sono presenti nelle secrezioni di bocca, naso e gola. A congiuntivite, faringite e febbre segue un’eruzione cutanea che da dietro le orecchie si diffonde in tutto il corpo. In taluni casi il morbillo può provocare delle complicanze, soprattutto nei bambini sotto i cinque anni e negli individui che hanno più di vent’anni.

La parotite, comunemente conosciuta col nome di orecchioni, è una malattia infettiva contagiosa dovuta a un virus. La malattia coinvolge soprattutto le prime vie aeree e le ghiandole salivari. Il contagio avviene tramite saliva infetta. A sintomi non specifici (febbre, mal di testa e malessere) segue un dolore alle orecchie e alla zona parotidea (all’altezza della mandibola). Le parotidi poi si gonfiano, da cui il nome orecchioni.

La rosolia è una malattia infettiva provocata dal Rubivirus: Essa è contagiosa e si trasmette tramite goccioline di saliva infette emesse parlando, tossendo o starnutendo. Il virus si localizza in diversi tessuti dell’organismo, compresi i linfonodi. Si manifesta con un esantema che, partendo da dietro le orecchie, raggiunge il viso e si diffonde poi a tutto il collo.

Il vaccino anti morbillo-parotite-rosolia conferisce una protezione da queste tre malattie.

Come funziona il vaccino anti morbillo-parotite-rosolia (MPR)?

Il vaccino anti morbillo-parotite-rosolia è costituito da dei virus vivi ma inoffensivi, che sono in grado cioè di stimolare le difese dell’organismo ma non di procurare la malattia.

È disponibile anche un vaccino combinato che contiene sia le componenti MPR, sia il vaccino anti varicella. Il vaccino MPRV può essere somministrato ai bambini e ai dodicenni in sostituzione dei due singoli vaccini.

Quando fare il vaccino anti morbillo-parotite-rosolia (MPR)?

Il vaccino anti morbillo-parotite-rosolia è raccomandato per i neonati. Si somministra per via sottocutanea in due dosi: la prima tra i 12 e i 15 mesi di età, la seconda intorno ai 5-6 anni.

Effetti collaterali del vaccino anti morbillo-parotite-rosolia (MPR)

A seguito della somministrazione di questo vaccino potrebbero presentarsi dolore, gonfiore e arrossamento nel sito di iniezione. In alcuni casi dopo 6-14 giorni dal vaccino, possono manifestarsi lieve esantema, febbre, gonfiore al viso o dietro al collo.

Come per tutti i vaccini è possibile che si verifichi l’eventualità di reazioni allergiche, anche gravi. Si tratta di un’evenienza che è comunque rara.

Le informazioni riportate costituiscono indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico.

 

Vaccino anti Herpes zoster

Che cos’è il vaccino anti Herpes zoster?

Ccomunemente noto come Fuoco di sant’Antonio, l’Herpes zoster è una patologia causata dalla riattivazione del virus Varicella zoster che giace latente all’interno dell’organismo dopo che un soggetto l’ha contratto presumibilmente in età infantile. Solitamente la malattia si manifesta con una placca infiammatoria dalla forma allungata e ricoperta di vescicole che interessa solamente un lato del corpo.

Come funziona il vaccino anti Herpes zoster?

Questo vaccino è costituito da una forma attenuata del virus della Varicella zoster e consente di inibire la riattivazione del virus latente nell’organismo e prevenire pertanto l’insorgere dell’herpes zoster e della Nevralgia Post Erpetica (PHN).

Quando fare il vaccino anti Herpes zoster?

Il vaccino anti Herpes zoster è indicato per i soggetti che abbiano raggiunto i cinquant’anni e si somministra per via sottocutanea a un braccio (zona deltoidea) con una sola dose.

Effetti collaterali del vaccino anti Herpes zoster

A seguito della somministrazione del vaccino potrebbero presentarsi prurito, gonfiore, eritema, dolore nel punto di iniezione. In alcuni casi si segnalano mal di testa e dolore alle estremità.

Come per tutti i vaccini è probabile che si verifichi l’eventualità di reazioni allergiche, anche gravi. Si tratta di un’evenienza che è comunque rara.

Le informazioni riportate costituiscono indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico.

 

Vaccino anti epatite B (HBV)

Che cos’è il vaccino anti epatite B (HBV)?

L’epatite B è una malattia infettiva provocata dallo Human Epatitis B Virus (HBV), virus che si trasmette tramite il sangue e i liquidi biologici infetti (come sperma, latte materno, secrezioni vaginali). Il contagio può quindi occorrere anche per via sessuale o da madre a figlio durante il parto. E’ necessario altresì prestare attenzione all’uso di spazzolini, rasoi e forbici non personali: il virus potrebbe penetrare l’organismo mediante una lesione della cute o delle mucose. L’infezione coinvolge il fegato e può causare un’epatite acuta, fulminante o anche cronica.

Il vaccino anti epatite B è il metodo migliore per difendersi dalla malattia.

Come funziona il vaccino anti epatite B (HBV)?

Il vaccino è prodotto in laboratorio con solo una parte del virus, ma è in ogni caso efficace a proteggere dalla malattia.

È disponibile anche un vaccino combinato anti epatite A ed epatite B, che è indicato per coloro che sono suscettibili ad entrambi i virus.

Quando fare il vaccino anti epatite B (HBV)?

Il vaccino anti epatite B rientra tra le vaccinazioni obbligatorie che i neonati devono effettuare entro l’anno di età; si somministra in tre dosi, da solo o in combinazione con altri vaccini.

È opportuno che si sottopongano a questo vaccino anche i soggetti che sono ritenuti a rischio, come operatori di pubblica sicurezza, operatori sanitari e personale di assistenza, operatori di pubblica sicurezza, pazienti dializzati o che necessitano di trasfusioni, conviventi di individui infetti.

Effetti collaterali del vaccino anti epatite B (HBV)

Il vaccino anti epatite B è molto sicuro; a seguito della sua somministrazione potrebbero presentarsi dolore, rossore e gonfiore nella zona di iniezione e febbre.

Come per tutti i vaccini si può incorrere nell’eventualità di reazioni allergiche, anche gravi. Si tratta di una probabilità che è comunque rara.

Le informazioni riportate costituiscono indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico.

 

Vaccino anti epatite A (HAV)

Che cos’è il vaccino anti epatite A (HAV)?

L’epatite A è una forma di epatite virale causata dallo Human Epatitis A Virus (HAV), virus che si trasmette solitamente per ingestione di acqua o alimenti contaminati. Una scarsa igiene ne favorisce pertanto la diffusione. L’epatite A è presente in tutto il pianeta, con particolare concentrazione in Centro e Sud America, Africa, Medio Oriente e Asia.

Il vaccino anti epatite A è il metodo migliore per difendersi dalla malattia.

Come funziona il vaccino anti epatite A (HAV)?

Il vaccino è costituito da dei virus inattivati e viene somministrato per via intramuscolare.

È disponibile anche un vaccino combinato anti epatite A ed epatite B, che è indicato per coloro che sono suscettibili ad entrambi i virus.

Quando fare il vaccino anti epatite A (HAV)?

Si raccomanda questo vaccino per i bambini a partire dall’anno di età e si somministra in due dosi a distanza di sei mesi tra l’una e l’altra.

È inoltre consigliato a chi programma un viaggio in paesi che sono ritenuti a rischio o nei soggetti affetti da malattia epatica cronica.

Effetti collaterali del vaccino anti epatite A (HAV)

Il vaccino anti epatite A è molto sicuro. In seguito alla sua somministrazione potrebbero presentarsi mal di testa, dolore nella sede di iniezione, debolezza e perdita di appetito.

Come per tutti i vaccini è possibile che si verifichi l’eventualità di reazioni allergiche, anche gravi. Si tratta di un’evenienza comunque abbastanza rara.

Le informazioni riportate costituiscono indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico.

 

Vaccini

Che cosa sono le vaccinazioni?

Sono un importante ed efficace strumento di prevenzione della sanità pubblica. Permettono di evitare la diffusione di malattie severe o che possono causare delle complicanze gravi, perfino mortali. Grazie ad esse è stato possibile debellare delle malattie un tempo molto diffuse (per esempio il vaiolo) ed abbassare in maniera decisa l’incidenza di altre patologie (quali, ad esempio, rosolia, morbillo, parotite).

I vaccini rivestono pertanto un ruolo fondamentale nella storia della medicina e hanno notevolmente contribuito a ridurre la mortalità. L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che entro il 2020, i vaccini utilizzati eviteranno 25 milioni di morti. Si tratta di 7.000 vite salvate ogni giorno.

Il nostro Paese ha redatto un calendario vaccinale che indica la successione con la quale i vaccini devono essere somministrati. Le vaccinazioni incluse nel calendario sono gratuite.

Cosa contengono i vaccini?

I vaccini vengono prodotti impiegando una minima parte di agenti infettivi virali o batterici interi vivi e attenuati o inattivati o uccisi (come nel caso del vaccino contro il morbillo-parotite-rosolia) o proteine ottenute sinteticamente (vaccino contro l’epatite B) o componenti dei microrganismi (vaccino antinfluenzale) o ancora antigeni polisaccaridici coniugati con proteine di supporto (vaccino antimeningococcico). Sebbene i vaccini vengano prodotti con modalità diverse, essi sono accumunati dalla presenza dei componenti (antigeni) di batteri e virus: proprio queste sostanze fanno sì che i vaccini funzionino, provocando la risposta immunologica dell’organismo. Gli antigeni presenti nei vaccini non sono difatti sufficienti a causare la malattia di cui sono responsabili ma solo a suscitare la risposta da parte del sistema immunitario.

Come funzionano i vaccini?

Con la somministrazione del vaccino viene introdotta all’interno del corpo umano una sostanza che stimola la risposta difensiva del nostro sistema immunitario. Il principio su cui si basa la vaccinazione è quello della memoria immunologica: il sistema immunitario – una volta entrato in contatto con una sostanza estranea – ne fa memoria e la ricorda per il futuro. La vaccinazione pertanto favorisce il primo incontro con batteri o virus (alla base del vaccino) e induce il sistema immunitario a rispondere producendo delle cellule e degli anticorpi specifici che sono in grado di difendere l’organismo in futuro, qualora entrasse nuovamente a contatto con quell’agente infettivo.

Perché vaccinarsi?

La vaccinazione è l’unico modo di ottenere un’efficace protezione dalle malattie infettive; inoltre, nella maggior parte dei casi, è sufficiente un’unica somministrazione per essere immunizzati a vita. Nel caso di malattie infettive contagiose che si trasmettono per contatto diretto, qualora all’interno di una comunità la stragrande maggioranza degli individui sia stata vaccinata, si attiva la cosiddetta “immunità di gregge”: l’agente infettivo è in grado di circolare pochissimo e si trovano così protetti anche quei soggetti che non possono vaccinarsi per determinate condizioni di salute.

«I vaccini sono necessari, se non indispensabili: senza di loro, tornerebbero a colpirci virus da tempo debellati e non avremmo un efficace scudo contro quelli che, prima o poi, ci colpiranno in futuro. È un dato di fatto che alcune malattie prosperano là dove ci sono difficoltà oggettive a eseguire le vaccinazioni. Ne è testimonianza il recente ritorno della poliomielite in Siria, Afghanistan, Pakistan e Nigeria, dove per situazioni di fragilità non è possibile raggiungere tutti i bambini con i vaccini», spiega il professor Alberto Mantovani, direttore scientifico di Humanitas.

I vaccini sono sicuri?

Tutti i vaccini sono sottoposti a rigorosi controlli, sono sicuri e ben tollerati.

È importante sottolineare come non ci siano dati che i vaccini siano associabili a malattie come autismo o sclerosi multipla. È però comprovato che «ogni minuto, nei prossimi dieci anni, cinque persone vengono salvate grazie all’uso dei vaccini», commenta ancora il professor Alberto Mantovani, Direttore Scientifico di Humanitas.

  • Vaccino anti epatite A (HAV)
  • Vaccino anti epatite B (HBV)
  • Vaccino anti Herpes zoster
  • Vaccino anti morbillo-parotite-rosolia (MPR)
  • Vaccino anti papillomavirus umano (HPV)
  • Vaccino anti rotavirus
  • Vaccino anti varicella
  • Vaccino antimeningococcico
  • Vaccino antinfluenzale
  • Vaccino antipneumococcico
  • Vaccino esavalente

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