FIRMA PER SOSTENERE LA RICERCA

Xantomi

Sono degli accumuli di grasso sotto la superficie della pelle. Più comuni nella terza età e in presenza di un elevato livello di lipidi nel sangue, si presentano come delle vesciche gialle o arancioni dal contorno ben definito. Possono avere delle dimensioni molto variabili e sono localizzati più spesso a livello delle mani, dei piedi, dei gomiti, delle articolazioni, dei tendini, delle ginocchia e dei glutei. Quelli che si sviluppano sulle palpebre sono detti xantelasmi e non sono necessariamente associati ad un aumento del livello di colesterolo o di altri grassi nel sangue.

Sono talvolta il segnale di una malattia che porta all’aumento dei lipidi ematici (come il diabete, la cirrosi biliare primitiva, la pancreatite, l’ipercolesterolemia familiare, l’ipotiroidismo ed alcune forme di cancro).

Quali malattie si possono associare a xantomi?

Le patologie ad essi associabili sono le seguenti:

  • Ipotiroidismo
  • Pancreatite
  • Vaiolo
  • Calcoli cistifellea
  • Cirrosi biliare primitiva
  • Diabete
  • Dislipidemie

Si rammenta come questo non sia un elenco esaustivo e che sarebbe sempre meglio consultare il proprio medico di fiducia in caso di sintomi persistenti.

Quali sono i rimedi contro xantomi?

Possono essere rimossi chirurgicamente, ma tendono a riformarsi. Il rimedio migliore è agire, se possibile, sulla causa che è alla base della loro formazione. Trattare eventuali condizioni che portano all’incremento dei lipidi nel sangue può difatti contribuire a ridurre il rischio che si formi uno xantoma.

Con xantomi quando rivolgersi al proprio medico?

Nel momento in cui dovesse comparire, è sempre opportuno rivolgersi al medico, perché il suo sviluppo potrebbe essere il segnale di una malattia sottostante che richiede uno specifico trattamento.

Le informazioni riportate costituiscono indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico.

 

 

Xantelasma

E’ un accumulo di grassi – in particolare di colesterolo – localizzato sulle palpebre. Particolarmente diffuso dopo i 40 anni, colpisce di frequente anche i giovani e si presenta come una placca, giallastra e molle, di forma e dimensione variabile che sporge sulla palpebra. Non provoca dolore e non interferisce con la vista.

Il dibattito sul suo possibile legame con i livelli di colesterolo e di altri lipidi nel sangue è ancora aperto. Sembra, difatti, che gli xantelasmi non siano necessariamente collegati ad una dislipidemia, ma non mancano i casi in cui sono associati proprio ad un alterato livello di lipidi nel sangue.

Quali malattie si possono associare a xantelasmi?

Le patologie ad esse associabili sono le seguenti:

  • Ipotiroidismo
  • Pancreatite
  • Cirrosi biliare primitiva
  • Cirrosi epatica
  • Dislipidemie

Si rammenta come questo non sia un elenco esaustivo e che sarebbe sempre meglio consultare il proprio medico di fiducia in caso di sintomi persistenti.

Quali sono i rimedi contro xantelasmi?

Può essere rimosso chirurgicamente. I bisturi non sono l’unica opzione; anzi, nel caso di xantelasmi molto grossi non sono sempre consigliabili. Fortunatamente esistono altre valide opzioni: il laser con argon o CO2, la cauterizzazione chimica con acidi acetici clorurati e, in caso di xantelasmi superficiali, la crioterapia o l’essiccazione elettrica.

Purtroppo talvolta esso si riforma dopo la rimozione. Al fine di ridurre il rischio in alcuni casi può essere utile seguire un’alimentazione a ridotto contenuto di grassi.

Con xantelasma quando rivolgersi al proprio medico?

Qualora sia fonte di preoccupazione o disagio è bene rivolgersi al medico. In tal modo si potrà verificare se alla sua base c’è un problema che richiede uno specifico trattamento  ed eventualmente procedere alla rimozione con la tecnica più adatta al caso.

Le informazioni riportate costituiscono indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico.

 

Vomito

Noto anche con il nome di “emesi”, è un atto riflesso che – tramite una notevole contrazione della muscolatura diaframmatica ed addominale ed un’energica contrazione antiperistaltica (tipo di contrazione gastrointestinale che avviene con un movimento dal basso in alto, opposto a quello delle contrazioni peristaltiche) della parete gastrica, provoca una rapida fuoriuscita – parziale o totale – del contenuto gastrico mediante la bocca.

Le condizioni che possono essere alla sua origine sono numerose: disturbi psicologici (ansia, stress), mal di testa, difetti nella visione, affezioni gastrointestinali, epato-biliari, renali e cardiache (infarto), intossicazioni di vario tipo, comprese quelle da farmaci, cinetosi (il cosiddetto “mal d’auto”), malattie neurologiche. Si tratta altresì di un disturbo piuttosto frequente tra le donne in stato di gravidanza.

Diversa è la sintomatologia che generalmente lo precede ed accompagna: nausea, salivazione, scialorrea, ipotensione.

Quali malattie si possono associare a vomito?

Le patologie ad esso associabili sono le seguenti:

  • Lupus eritematoso sistemico
  • Malaria
  • Malattia da graffio di gatto
  • Malattia infiammatoria pelvica
  • Meningite
  • Morbo di Addison
  • Morbo di Crohn
  • Occlusione intestinale
  • Otite
  • Palatoschisi
  • Pancreatite
  • Peritonite
  • Appendicite
  • Botulismo
  • Esofagite
  • Fibrosi Cistica
  • Gastrite
  • Gastroenterite
  • Gastroenterite virale
  • Glaucoma
  • Indigestione
  • Infarto miocardico
  • Insufficienza renale
  • Insufficienza surrenalica
  • Intossicazione da monossido di carbonio
  • Labirintite
  • Pielonefrite
  • Poliomielite
  • Pre-eclampsia
  • Rabbia
  • Reflusso gastroesofageo
  • Retinoblastoma
  • Salmonella
  • Scarlattina
  • Shock settico
  • Sindrome di Mallory-Weiss
  • Tifo
  • Tumore al pancreas
  • Calcoli cistifellea
  • Calcoli renali
  • Cancro al colon
  • Cefalea
  • Cinetosi
  • Colecistite
  • Colica renale
  • Colite
  • Dengue
  • Ebola
  • Emicrania
  • Epatite
  • Ernia iatale
  • Tumore allo stomaco
  • Tumore del colon-retto
  • Ulcera duodenale
  • Ulcera gastrica
  • Ulcera peptica
  • Vaiolo
  • Acetonemia
  • Acidosi metabolica
  • Allergia Alimentare
  • Anafilassi
  • Angina pectoris
  • Ansia

Si ricorda come l’elenco di cui sopra non sia esaustivo e sia sempre opportuno chiedere consulto al proprio medico.

Quali sono i rimedi contro il vomito?

Poiché le patologie che possono essere alla loro origine sono tante e differenti tra loro – si va difatti dalle gastroenteriti virali alle ulcere gastriche, passando per tumori a stomaco, pancreas, e colon retto – al fine di mettere a punto una terapia mirata è necessario individuare la causa che è ne è all’origine. L’assunzione di farmaci anti-emetici, che è in genere il rimedio più utilizzato, è da prendere in considerazione solo su prescrizione medica. Per ristabilire il giusto equilibrio idro-elettrolitico all’interno dell’organismo, soprattutto in caso di episodi  reiterati nei giorni, il medico può prescrivere la somministrazione di sali minerali.

Con il vomito quando rivolgersi al proprio medico?

In caso di vomito è opportuno rivolgersi al proprio medico qualora il disturbo non accenni a regredire nel giro di un paio di giorni o nel caso in cui si sia già ricevuta la diagnosi o si sia a rischio di una delle patologie associate (si veda l’elenco delle malattie associate).

Le informazioni riportate costituiscono indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico.

 

Visione offuscata

Con questa espressione si intende la perdita di nitidezza delle immagini osservate e l’incapacità di distinguerne i dettagli più sottili. Può riguardare uno o entrambi gli occhi e può presentarsi in forme diverse. Può ad esempio riguardare solo gli oggetti vicini o quelli lontani, ma in casi più severi può anche creare problemi nella vita di tutti i giorni limitando fortemente l’autonomia di coloro che ne soffrono.

Tra le possibili cause sono inclusi i difetti di rifrazione (astigmatismo, miopia, ipermetropia), cataratta, uno pterigio, un’emorragia del vitreo o infezioni, infiammazioni, retinopatia diabetica, una membrana epiretinica, cheratocono, degenerazione maculare, fori maculari, distacco della retina, occlusione di vasi sanguigni nella retina o traumi all’occhio.

Quali malattie si possono associare a visione offuscata?

Le patologie che possono associarsi alla visione offuscata sono:

  • Rosolia
  • Sclerosi multipla
  • Sifilide
  • Sindrome dell’occhio secco
  • Strabismo
  • Toxoplasmosi
  • Ulcera corneale
  • Herpes zoster oftalmico
  • Intossicazione da monossido di carbonio
  • Ipermetropia
  • Membrana epiretinica
  • Miastenia gravis
  • Miopia
  • Pre-eclampsia
  • Presbiopia
  • Diabete
  • Distacco della retina
  • Emicrania
  • Foro maculare
  • Glaucoma
  • Pterigio
  • Retinite pigmentosa
  • Retinoblastoma
  • Retinopatia diabetica
  • Ambliopia
  • Ansia
  • Astigmatismo
  • Blefarite
  • Botulismo
  • Calazio
  • Cataratta
  • Cefalea
  • Cheratocono
  • Degenerazione maculare

Si rammenta come questo non sia un elenco esaustivo e che sarebbe sempre meglio consultare il proprio medico di fiducia in caso di sintomi persistenti.

Quali sono i rimedi contro visione offuscata?

Il suo trattamento dipende totalmente dalla sua causa. I difetti di rifrazione possono essere corretti usando delle lenti da vista o, in molti casi, con dei semplici interventi come quelli basati sull’impiego del laser. Altre volte può essere richiesta una specifica terapia (come nel caso della degenerazione maculare) o un intervento altrettanto specifico (come nel caso della cataratta).

Con visione offuscata quando rivolgersi al proprio medico?

In caso di visione offuscata è sempre opportuno rivolgersi all’oculista o al medico. È meglio invece recarsi al Pronto Soccorso se il problema degenera nella perdita della vista o se è associato a problemi come sensazione di pressione sugli occhi, comparsa improvvisa di macchie scure o dolore improvviso e arrossamento degli occhi, visione doppia.

Le informazioni riportate costituiscono indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico.

 

Visione doppia

Detta anche diplopia, è un disturbo per il quale quando si osserva un oggetto si vedono due immagini. Alla sua base vi è un problema nella proiezione dell’immagine sulla retina, che cade in un occhio in un punto diverso rispetto all’altro.

Si parla di diplopia monoculare quando il problema persiste anche qualora si copra uno dei due occhi: questo problema è solitamente associato a delle irregolarità della superficie della cornea o a problemi alla cornea o alla retina. La diplopia binoculare sparisce, invece, coprendo uno dei due occhi. La sua causa più frequente è lo strabismo, ma può essere collegata ad un problema muscolare o neurologico.

Quali malattie si possono associare a visione doppia?

Le patologie ad associabili sono:

  • Morbo di Graves – Basedow
  • Policitemia vera
  • Rabbia
  • Retinoblastoma
  • Retinopatia diabetica
  • Sclerosi multipla
  • Strabismo
  • Ulcera corneale
  • Ambliopia
  • Astigmatismo
  • Botulismo
  • Cataratta
  • Cefalea
  • Cheratocono
  • Distacco di retina
  • Emicrania
  • Ictus
  • Ipertiroidismo
  • Miastenia gravis

Si rammenta come questo non sia un elenco esaustivo e che sarebbe sempre meglio consultare il proprio medico di fiducia in caso di sintomi persistenti.

Quali sono i rimedi contro visione doppia?

Il rimedio migliore dipende dalla sua causa. Potrebbe essere necessario usare delle lenti correttive, cui può essere abbinata una terapia ortottica al fine di migliorare la situazione con specifici esercizi. Nei casi più gravi potrebbe essere necessario un intervento chirurgico, ad esempio per il riposizionamento del bulbo oculare.

Con visione doppia quando rivolgersi al proprio medico?

Qualora non rappresenti un disturbo occasionale, è opportuno rivolgersi al medico per individuare le cause alla base e quindi il rimedio più adatto.

 

Le informazioni riportate costituiscono indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico.

 

Vescicole

Con questo termine si è soliti indicare, in ambito medico, delle lesioni cutanee ben delimitate, di dimensioni ridotte e a contenuto limpido che rompendosi lasciano una lesione cutanea. Secondo parte della comunità scientifica, per essere considerata tale la vescicola deve avere un diametro inferiore a 0,5 cm, mentre secondo altri può arrivare sino a 1 cm: superati tali limiti si parla di “bolla”.

A seconda della patologia che ne è all’origine, la loro presenza può essere accompagnata da sintomi come prurito, bruciore, desquamazione della cute, aumento della temperatura locale, arrossamento dell’area cutanea interessata dalle lesioni, senso di spossatezza, febbre.

Quali malattie si possono associare a vescicole?

Le patologie che possono esservi associate sono:

  • Patereccio
  • Pemfigo volgare
  • Scabbia
  • Vaiolo
  • Varicella
  • Allergia da contatto
  • Dermatite
  • Dermatofitosi
  • Eritema solare
  • Fuoco di Sant’Antonio (Herpes zoster)
  • Geloni
  • Herpes simplex
  • Impetigine
  • Lichen planus

Si rammenta come l’elenco non sia esaustivo e sia sempre opportuno chiedere consulto al proprio medico.

Quali sono i rimedi contro le vescicole?

Poiché alla loro origine possono esserci malattie anche molto differenti tra loro, la terapia mirata al loro trattamento dipende rigorosamente dall’individuazione della corretta diagnosi. In ogni caso è opportuno evitare rimedi “fai da te”. Le medicazioni impropriamente eseguite possono difatti sovrapporre alla patologia di base altre condizioni come infezioni, allergie, ed irritazioni  che vanno a complicare il quadro diagnostico e a ritardare la guarigione.

Con le vescicole quando rivolgersi al proprio medico?

Nel caso in cui si sia già ricevuta la diagnosi o si sia a rischio di una delle malattie associate (si veda l’elenco delle patologie associate).

Le informazioni riportate costituiscono indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico.

 

 

Vertigini

Si tratta di sensazioni di movimento oscillatorio, rotatorio o di sbandamento quando in realtà si è fermi. Può anche sembrare che sia l’ambiente attorno a muoversi e la sensazione può andare e venire durando qualche secondo oppure delle ore o addirittura giorni, peggiorando talvolta nel momento in cui si cambia posizione, si muove la testa, si tossisce o ci si soffia il naso.

Le vertigini possono essere associate a vomito o nausea, a mal di testa o sensibilità a luce e rumori, problemi a parlare o a deglutire, aumento della frequenza cardiaca, fiato corto, a sdoppiamento della vista, debolezza e sudori.

Tra le cause più comuni sono inclusi problemi all’orecchio interno (ad esempio accumuli di calcio o infiammazioni), un attacco ischemico transitorio, emorragie cerebrali, sindrome di Ménière, neurite vestibolare, traumi alla testa, emicrania, ictus e sclerosi multipla.  Possono altresì essere l’effetto collaterale di alcuni medicinali.

Quali malattie si possono associare a vertigini?

Le patologie che si possono associare a vertigini sono:

  • Labirintite
  • Morbo di Paget
  • Otite
  • Policitemia vera
  • Sclerosi multipla
  • Sifilide
  • Sindrome di Ménière
  • Vene varicose
  • Amiloidosi
  • Anafilassi
  • Anemia
  • Aterosclerosi
  • Attacco di panico
  • Botulismo
  • Claudicatio intermittens
  • Ebola
  • Emicrania
  • Ictus
  • Intossicazione da monossido di carbonio
  • Ipertensione
  • Ipertrofia ventricolare

Si rammenta come questo non sia un elenco esaustivo e che sarebbe sempre meglio consultare il proprio medico di fiducia in caso di sintomi persistenti.

Quali sono i rimedi contro le vertigini?

Il rimedio migliore dipende dalla loro causa scatenante. Nei casi in cui il problema è severo possono anche essere assunti dei farmaci, ad esempio antistaminici, sedativi o medicinali contro la nausea. Talvolta può essere utile eseguire dei particolari movimenti della testa che possono essere appresi dal medico per poi essere eseguiti in modo autonomo a casa per far riassorbire il calcio eventualmente accumulato (manovra di Epley). Infine, può essere indicata una terapia riabilitativa al fine di recuperare l’equilibrio.

Con vertigini quando rivolgersi al proprio medico?

Con le vertigini è opportuno rivolgersi subito a un medico in caso di un mal di testa inconsueto, intorpidimenti o pizzicore, incapacità a camminare da soli, svenimento, dolore al petto, vomito continuo, ictus pregresso, elevato rischio cardiovascolare, età avanzata, febbre alta, problemi alla vista, al linguaggio o all’udito, debolezza a braccia o gambe.

Le informazioni riportate costituiscono indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico.

 

 

 

 

Vampate di calore

Sono delle improvvise sensazioni di aumento della temperatura corporea; sono associate soprattutto alla menopausa ma possono colpire anche gli uomini.

Nelle donne in menopausa sono solitamente più intense a livello del volto, del collo e del petto, dove la pelle può arrossarsi. Possono essere associate ad un aumento della frequenza cardiaca e ad una sudorazione intensa seguita da un freddo altrettanto intenso. La loro frequenza varia da caso a caso, in genere durano pochi minuti e compaiono soprattutto durante la notte. La causa esatta non è stata ancora del tutto chiarita, ma si ritiene che ad essere coinvolti siano soprattutto i cambiamenti ormonali tipici della menopausa ed un aumento della sensibilità del sistema di controllo della temperatura corporea, che diventa più sensibile alle piccole variazioni.

Fluttuazioni dei livelli ormonali possono essere anche alla base anche delle vampate che colpiscono gli uomini, in particolare una riduzione degli androgeni e del testosterone associata all’invecchiamento.

Sia nelle donne che negli uomini il problema può però essere associato anche a vere e proprie patologie, come l’ipertiroidismo, ma anche un tumore alla prostata, all’ipofisi o all’ipotalamo. I Possono essere altresì scatenate anche dai trattamenti antitumorali.

Quali malattie si possono associare a vampate di calore?

Le patologie possono esservi associate sono le seguenti:

  • Tumore ai testicoli
  • Attacco di panico
  • Cancro alla prostata
  • Couperose
  • Ipertiroidismo
  • Rosacea

Si rammenta come questo non sia un elenco esaustivo e che sarebbe sempre meglio consultare il proprio medico di fiducia in caso di sintomi persistenti.

Quali sono i rimedi contro le vampate di calore?

Il rimedio più efficace è solitamente l’assunzione di ormoni femminili. Anche gli uomini in cui il problema sia scatenato da un trattamento antitumorale possono trarre beneficio dalla loro assunzione. Tuttavia, diverse ricerche evidenziano potenziali effetti collaterali della terapia ormonale. Per questo motivo bisognerebbe discutere con il medico del rapporto fra rischi e benefici nel proprio particolare caso. Alcune volte si può fare affidamento su molecole come gli anticonvulsivanti o gli antidepressivi, altre volte il problema scompare in breve tempo e non richiede l’assunzione di medicinali.

In tali casi può essere utile qualche accorgimento alimentare come ridurre il consumo di alcol, caffeina e cibi piccanti, rilassarsi, evitare di surriscaldarsi, non fumare, perdere i chili in eccesso o affidarsi a medicine complementari come agopuntura e ipnosi o integratori alimentari (in particolare quelli a base di fitoestrogeni).

Con vampate di calore quando rivolgersi al proprio medico?

Qualora le vampate di calore siano associate alla menopausa rivolgersi ad un medico contribuisce a gestirle nel modo migliore possibile, in modo che non incidano in modo significativo sulla qualità della vita. Negli altri casi è opportuno consultare un medico al fine di accertarsi del problema alla loro base e individuare il rimedio più adatto al caso.

Le informazioni riportate costituiscono indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico.

 

 

 

 

Usura dei denti

Consiste in un fenomeno associato a una perdita dello smalto o della dentina indipendente da traumi o carie. Oltre all’invecchiamento, le sue possibili cause sono l’erosione da sostanze chimiche acide di origine alimentare o gastrica (portate in bocca, ad esempio, da episodi frequenti di vomito o dal reflusso gastroesofageo) e la perdita di tessuto duro a livello dei colletti (la cosiddetta “abfraction”, le cui cause non sono ancora del tutto chiarite), l’attrito e l’abrasione generati da bruxismo, da alcuni alimenti o dall’uso scorretto dello spazzolino. Le conseguenze sono il dolore e dei denti sensibilmente più corti, il loro ingiallimento, l’aumento della sensibilità al caldo e al freddo.

Quali malattie si possono associare a usura dei denti?

Le patologie che possono associarsi ad usura dei denti sono le seguenti:

  • Reflusso gastroesofageo
  • Bruxismo
  • Onicofagia

Si rammenta come questo non è un elenco esaustivo e che sarebbe sempre meglio consultare il proprio medico di fiducia in caso di sintomi persistenti.

Quali sono i rimedi contro usura dei denti?

Il rimedio migliore dipende dalla causa della perdita di smalto e dentina. In caso di bruxismo si può ricorrere all’impiego di un bite, mentre se il problema è l’alimentazione saranno necessari degli opportuni accorgimenti. Altre volte bisognerà cambiare il modo in cui si spazzolano i denti.

L’obiettivo è sempre quello di evitare il più possibile un ulteriore danneggiamento dei tessuti. In secondo luogo si può procedere a dei trattamenti al fine di migliorare l’aspetto dei denti già usurati. Oltre al ricorso alle tradizionali corone, oggi è anche possibile procedere incollando dei materiali compositi o ceramici.

Con usura dei denti quando rivolgersi al proprio medico?

Nel caso in cui ci si accorga di avere dei denti usurati o di soffrire di un disturbo come bruxismo o reflusso gastroesofageo che potrebbe portare ad usura dentale, è opportuno rivolgersi al medico o al dentista per individuare il rimedio più adatto.

Le informazioni riportate costituiscono indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico.

 

 

 

 

Urine torbide

Sono quelle urine che, appena raccolte, sono di aspetto non limpido. La torbidità – che può essere più o meno marcata a seconda dei casi e dei soggetti – è solitamente dovuta alla presenza all’interno dell’urina di sangue, cristalli, pus, batteri, sangue o materiale lipidico.

Le urine torbide risultano associate ad infiammazioni, infezioni ed altre patologie che vanno a incidere sul funzionamento dell’apparato urinario (ureteri, reni, vescica ed uretra): cistiti, uretriti, prostatiti, disfunzioni renali di diverso tipo.

Oltre ad essere caratterizzate da un aspetto non limpido, possono risultare accompagnate anche dalla presenza di altri sintomi (tra cui urina maleodorante, presenza di tracce di sangue nelle urine, bruciore durante la minzione).

Quali malattie si possono associare a urine torbide?

Le patologie ad esse associabili sono le seguenti:

  • Pielonefrite
  • Prostatite
  • Trichomonas
  • Uretrite
  • Calcoli renali
  • Cistite
  • Clamidia
  • Diabete
  • Gonorrea
  • Insufficienza renale

Si rammenta come tale elenco non sia esaustivo e sia sempre opportuno chiedere consulto al proprio medico.

Quali sono i rimedi contro le urine torbide?

In caso di urine torbide è opportuno rivolgersi al proprio medico di fiducia. Solitamente vengono prescritti l’esame delle urine e l’urinocoltura al fine di individuare la causa all’origine del disturbo. È bene non sottovalutare la presenza di questo problema: tanto più la diagnosi sarà tempestiva, tanto più sarà possibile intervenire con la giusta terapia e ridurre il rischio di complicanze, anche gravi.

Con le urine torbide quando rivolgersi al proprio medico?

In caso di urine torbide è sempre consigliabile rivolgersi al proprio medico di fiducia per un consulto.

Le informazioni riportate costituiscono indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico.

 

 

 

 

Urine scure

Note in ambito medico anche con la denominazione “urine nere”, sono le urine che  appaiono di colore molto scuro per la presenza al loro interno di sostanze presenti nell’organismo come bile, melanina, emoglobina e mioglobina. Possono inoltre essere provocate dalla presenza nelle urine delle sostanze di scarto di alcuni medicinali.

Può accadere che l’urina appaia più scura e abbia un odore più forte in caso di disidratazione, oppure dopo aver sudato molto; in tal caso la reintegrazione di liquidi sarà sufficiente per fare in modo che l’urina riprenda il consueto colore.

Le urine scure risultano associate a numerose patologie che interessano più o meno direttamente l’apparato urinario: si va da varie infiammazioni ed infezioni, sino ad arrivare ad altre patologie che vanno ad incidere sul funzionamento dell’apparato urinario (ureteri, reni, vescica e uretra) e alle neoplasie a carico di reni e fegato.

Oltre ad essere caratterizzate da un colore più scuro del consueto, possono anche apparire torbide e maleodoranti; la loro insorgenza può inoltre essere accompagnata anche da bruciore durante la minzione.

Quali malattie si possono associare a urine scure?

Le patologie che possono risultare associate alle urine scure sono:

  • Calcoli renali
  • Cistite
  • Clamidia
  • Colecistite
  • Epatite
  • Favismo
  • Gonorrea
  • Insufficienza renale
  • Ittero
  • Nefrite
  • Peritonite
  • Tumore al fegato
  • Tumore al rene
  • Uretrite
  • Calcoli cistifellea

Si rammenta come l’elenco non sia esaustivo e sia sempre opportuno chiedere consulto al proprio medico.

Quali sono i rimedi contro le urine scure?

Qualora si manifesti tale disturbo, è sempre opportuno rivolgersi al proprio medico di fiducia. In caso di urine scure vengono prescritti l’esame delle urine e l’urinocoltura per individuare quale sia causa all’origine del disturbo. È raccomandabile non sottovalutare il problema: tanto più la diagnosi sarà tempestiva, tanto più sarà possibile intervenire con la giusta terapia e ridurre il rischio di complicanze, anche gravi.

Con le urine scure quando rivolgersi al proprio medico?

In caso di urine scure è sempre raccomandabile rivolgersi al proprio medico di fiducia per un consulto.

Le informazioni riportate costituiscono indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico.

 

 

 

 

 

 

Urine maleodoranti

E’ una condizione medica che risulta spesso associata ad infiammazioni, infezioni ed altre patologie che vanno a incidere sul funzionamento dell’apparato urinario (ureteri, reni, vescica e uretra). Molto spesso, difatti, all’origine delle urine maleodoranti ci sono cistiti, prostatiti, uretriti, disfunzioni renali di diverso tipo.

Può accadere che l’urina appaia più scura e abbia un odore più forte del solito in caso di disidratazione oppure dopo aver sudato molto: in tal caso la reintegrazione di liquidi sarà sufficiente per far tornare l’urina ai consueti colore ed odore.

In taluni casi la presenza di urina maleodorante può dipendere dall’ingestione di specifici alimenti che possono conferirle un odore particolarmente pungente, come accade ad esempio nel caso di cavoli, aglio ed asparagi, o dall’assunzione di alcuni farmaci.

Oltre ad essere caratterizzata da un odore particolarmente forte, può risultare accompagnata anche dalla presenza di altri sintomi (tra cui urina torbida, presenza di tracce di sangue nelle urine, bruciore durante la minzione).

Quali malattie si possono associare a urine maleodoranti?

Le patologie associabili a questo problema sono le seguenti:

  • Insufficienza renale
  • Pielonefrite
  • Prostatite
  • Trichomonas
  • Uretrite
  • Calcoli renali
  • Cistite
  • Clamidia
  • Diabete
  • Gonorrea
  • Insufficienza epatica

Si ricorda come tale elenco non sia esaustivo e sia sempre opportuno chiedere consulto al proprio medico.

Quali sono i rimedi contro urine maleodoranti?

Qualora il problema non sia imputabile all’assunzione di medicinali, all’ingestione di alcuni cibi o alla disidratazione, è opportuno rivolgersi al proprio medico di fiducia. In genere vengono prescritti l’esame delle urine e l’urinocoltura, con l’obiettivo di individuare la causa che le origina. È opportuno non sottovalutare la presenza di tale disturbo: tanto più la diagnosi sarà tempestiva, tanto più sarà possibile intervenire con una corretta terapia e ridurre quindi il rischio di complicanze gravi.

Con urine maleodoranti quando rivolgersi al proprio medico?

E’ sempre opportuno rivolgersi al proprio medico di fiducia per un consulto.

Le informazioni riportate costituiscono indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico.

 

 

 

 

QUALE PROGETTO VUOI CHE HUMANITAS SOSTENGA GRAZIE AL TUO 5x1000?

Quale progetto vuoi che Humanitas sostenga grazie al 5x1000?

QUALE PROGETTO VUOI CHE HUMANITAS
SOSTENGA GRAZIE AL TUO 5x1000?