FIRMA PER SOSTENERE LA RICERCA

Influenza stagionale

Come si contrae l’influenza stagionale?

Si contrae per via aerea tramite il contatto con la saliva o le secrezioni respiratorie emesse nell’aria da persone infette. Può altresì essere contratta toccando delle superfici o degli oggetti contaminati con il virus e portando poi le mani al naso, alla bocca o agli occhi.

Sintomi e malattie associate

I sintomi dell’influenza stagionale possono includere

naso che cola

dolori muscolari e articolari

mal di gola

febbre

brividi

tosse

Nel caso dei lattanti possono aggiungersi anche diarrea e vomito, mentre gli anziani possono sentirsi deboli e in stato confusionale.

Fra le possibili complicazioni dell’infezione sono incluse:

  1. meningite
  2. convulsioni
  3. polmonite
  4. encefalite

Che cos’è l’influenza stagionale?

I principali responsabili di questo tipo di influenza sono due virus: quello di tipo A e quello di tipo B. Un altro virus, di tipo C, è invece poco patogeno.

Sia nel caso dei virus di tipo A che in quello dei virus di tipo B esistono diversi ceppi del microbo; i vaccini contro l’influenza stagionale vengono messi a punto sulla base delle previsioni su quali ceppi circoleranno in una stagione influenzale.

Cure e trattamenti

Nella maggior parte dei casi le persone affette dall’infezione guariscono senza particolari trattamenti clinici. Durante la malattia è consigliabile riposare, rimanere a casa, curare l’idratazione e, se necessario, assumere antipiretici, antidolorifici o antinfiammatori al fine di combattere la febbre ed i dolori scatenati dall’infezione. Gli antibiotici, invece, sono necessari solo in caso di sovrainfezione batterica e devono essere assunti solo in caso di prescrizione medica. Questi medicinali, difatti, non sono efficaci contro i virus, e quello dell’influenza non fa eccezione alla regola. Piuttosto, potrebbe essere efficace un antivirale (rimantadina, amantadina o zanamavir) anche se nella maggior parte dei casi, tuttavia, per combattere l’influenza stagionale non è necessario assumere questi farmaci.

È altresì opportuno ricordare che ogni anno viene messo a punto un vaccino per proteggersi dall’influenza stagionale in arrivo e che è importante cercare di limitare la diffusione dei virus influenzali seguendo semplici norme igieniche:

lavarsi frequentemente le mani

coprirsi naso e bocca con un fazzoletto di carta quando si tossisce o stranutisce

gettare i fazzoletti di carta sporchi in cestini per i rifiuti

areare i locali in cui si vive

Disclaimer: Le informazioni qui riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico. In caso di malessere è consigliabile rivolgersi al proprio medico o recarsi al Pronto Soccorso.

Le informazioni riportate costituiscono indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico.

 

Influenza aviaria

Come si contrae l’influenza aviaria?

Quasi tutti i casi umani di infezione da questo tipo di influenza hanno riportato contatti diretti con volatili infetti (pollame da allevamento, ad esempio), superfici contaminate o materiali contaminati (quali, ad esempio, piume o escrementi di uccelli). È opportuno evidenziare che, a oggi, la diffusione dell’influenza aviaria da un soggetto all’altro è stata segnalata solo raramente. Tutti i prodotti derivati dall’avicoltura (carne di pollo e uova) – qualora vengano adeguatamente cotti – possono essere consumati senza alcun problema e non costituiscono fonte di infezione.

Sintomi e malattie associate

Solitamente i sintomi dell’influenza aviaria negli esseri umani appaiono all’incirca nei 2 e 7 giorni dopo l’esposizione. Generalmente includono sintomi tipici simil-influenzali quali:

  1. dolori muscolari
  2. diarrea
  3. febbre
  4. mal di testa
  5. tosse
  6. mal di gola

Tra le malattie associabili all’influenza aviaria ci sono:

  1. encefaliti
  2. decesso
  3. infezioni oculari
  4. infezioni a carico dell’apparato respiratorio

Che cos’è l’influenza aviaria?

“Influenza aviaria” è il termine con cui si fa comunemente riferimento al virus dell’influenza di tipo A che contagia gli uccelli (da cui il nome “influenza aviaria”). Diffusa in tutto il pianeta, questo tipo di influenza è in grado di contagiare quasi tutte le specie di uccelli. Può essere a bassa o ad alta patogenicità: se provocata da una forma altamente patogena, la malattia insorge in modo improvviso ed è seguita da morte rapida dell’esemplare contaminato in quasi la totalità dei casi. Sebbene i ceppi di virus dell’influenza aviaria siano numerosi, sono pochi quelli che provocano delle malattie gravi nei volatili e ancor meno sono quelli che causano infezioni negli uomini. Alla fine del 2003 focolai di questa malattia vennero individuati in diversi paesi asiatici all’interno di allevamenti di pollame e risultarono associati ad alcune infezioni umane con un alto tasso di mortalità.

Cure e trattamenti

I trattamenti di base che vengono somministrati in caso di contagio umano da influenza aviaria sono i medesimi che vengono utilizzati al fine di trattare le influenze stagionali. In caso di infezione umana da influenza aviaria, i pazienti vengono curati in isolamento al fine di ridurre il rischio di diffusione e viene allertato il regime di assistenza medica intensiva per far fronte ai casi più gravi.

Disclaimer: Le informazioni qui riportate rappresentano delle indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico. In caso di malessere è consigliabile rivolgersi al proprio medico o recarsi al più vicino presidio di Pronto Soccorso.

Le informazioni riportate costituiscono indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico.

 

Infezioni da Stafilococco Vancomicina-Resistenti (VRSA)

Come si contraggono le infezioni da stafilocco vancomicina-resistenti (VRSA)?

Queste infezioni si diffondono facilmente da persona a persona.

Il rischio di infezione aumenta in caso di ricoveri ospedalieri, interventi chirurgici, assunzione a lungo termine di alcuni antibiotici, impiego di cateteri o altri tubi, indebolimento del sistema immunitario e da una scarsa igiene delle mani.

Sintomi e malattie associate

I sintomi ed i segnali delle infezioni da stafilococco vancomicina-resistenti dipendono dalla loro localizzazione. Tra i possibili problemi si possono includere:

  1. febbre, brividi e dolori
  2. debolezza
  3. tosse
  4. arrossamento e riscaldamento delle pelle attorno a una ferita
  5. indolenzimento, gonfiore e fuoriuscita di materiale da una ferita

In presenza di questi sintomi è opportuno rivolgersi al proprio medico. È invece consigliabile recarsi al Pronto Soccorso o chiamare un’ambulanza in caso di:

  1. capogiri che rendono difficoltoso mantenere la posizione eretta
  2. labbra o unghie delle mani cianotiche
  3. improvvisi problemi respiratori
  4. battito cardiaco accelerato o dolore al petto

Che cosa sono le infezioni da stafilocco vancomicina-resistenti (VRSA)?

Lo stafilococco aureo vancomicina resistente è un ceppo del batterio Staphylococcus aureus resistente all’azione dell’antibiotico vancomicina, considerato per anni il medicinale di scelta per la cura delle infezioni causate da ceppi di stafilococco aureo resistente alla meticillina (MRSA).

Cure e trattamenti

In caso di infezioni da stafilococco vancomicina-resistenti è necessario ricorrere all’assunzione di medicinali diversi dalla vancomicina. Per pianificare il trattamento più adatto è possibile ricorrere ad un esame del sangue che sia in grado di identificare il batterio resistente alla vancomicina. E’ altresì possibile riconoscere che si tratta di un VRSA attraverso analisi delle feci, delle urine o di materiale prelevato da una ferita.

L’arma migliore al fine di combattere questo problema è però la prevenzione; per farlo è consigliabile:

  1. non condividere con altre persone oggetti personali (come, ad esempio, posate o spazzole)
  2. pulire bene le superfici, utilizzando detergenti che contengano battericidi
  3. lavarsi spesso le mani, usando acqua e sapone
  4. mantenere pulite e coperte eventuali ferite
  5. lavare la biancheria contaminata con acqua calda e sapone, utilizzando la lavatrice e, se possibile, un’asciugatrice a temperature elevate.

Disclaimer: Le informazioni qui riportate rappresentano delle indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico. In caso di malessere è consigliabile rivolgersi al proprio medico o recarsi alle cure del Pronto Soccorso.

Le informazioni riportate costituiscono indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico.

 

Infezioni da Stafilococco Vancomicina-Sensibili (VISA)

Come si contraggono le infezioni da stafilococco vancomicina-sensibili (VISA)?

Queste infezioni sono causate dallo stafilococco aureo e si caratterizzano per una resistenza intermedia all’antibiotico vancomicina; è proprio da questa caratteristica che deriva l’acronimo VISA, dall’inglese “Vancomycin Intermediate Satphylococcus Aureus”.

Al fine di contrarle è necessario essere a stretto contatto fisico con soggetti infetti, che possono trasmetterlo tramite le mani o attraverso oggetti contaminati (come ad esempio strumentazione medica). E’ altresì possibile entrare in contatto con il batterio attraverso delle superfici contaminate.

Il microbo può infettare il nuovo ospite entrando all’interno del suo organismo attraverso la bocca, il naso o aperture nella pelle (ad esempio ferite).

Sintomi e malattie associate

Nella maggior parte dei casi le infezioni da stafilococco con resistenza intermedia alla vancomicina colpiscono o la pelle o i tessuti molli sottostanti, ma nelle successive fasi possono diffondersi ad altri organi causando problemi come:

  1. polmonite
  2. ascessi
  3. cellulite
  4. batteriemia
  5. endocardite e altri problemi cardiaci
  6. meningite
  7. osteomielite
  8. artrite

A seconda dei casi i sintomi dell’infezione possono includere:

  1. arrossamenti, dolore e gonfiore cutanei e sensazione di calore al tatto
  2. febbre
  3. dolori al petto
  4. difficoltà respiratorie
  5. rash
  6. problemi alla vista
  7. nausea
  8. vomito
  9. battito cardiaco accelerato
  10. sonnolenza
  11. brividi
  12. debolezza
  13. dolori a livello muscolari
  14. tosse
  15. mal di testa
  16. rigidità del collo

Che cosa sono le infezioni da stafilococco vancomicina-sensibili (VISA)?

Lo stafilococco con resistenza intermedia alla vancomicina è un batterio Gram-positivo che appartiene al genere Staphylococcus e che non viene eliminato in modo efficace dalla vancomicina, un antibiotico impiegato al fine di trattare le infezioni da stafilococco aureo quando non rispondono a principi attivi meno aggressivi. Nello specifico, per bloccare la crescita di un VISA sono necessarie dosi di vancomicina pari a 4-8 volte la quantità minima richiesta.

Cure e trattamenti

Le infezioni da stafilococco con resistenza intermedia alla vancomicina sono trattate con gli antibiotici e, qualora necessario, con il drenaggio del materiale accumulato nell’area colpita dall’infezione.

In alcuni casi  – ad esempio quando gli antibiotici non siano efficaci o se si sia portatori di protesi metalliche – può essere necessario un intervento chirurgico.

Disclaimer: Le informazioni riportate rappresentano solo delle indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico. In caso di malessere è consigliabile rivolgersi al proprio medico o recarsi al Pronto Soccorso.

Le informazioni riportate costituiscono indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico.

 

Infezioni da Stafilococco Meticillino-Resistente

Come si contraggono le infezioni da stafilococco meticillino-resistente?

Possono essere contratte soprattutto in ospedale o in altre strutture di cura, solitamente in occasione di procedure invasive (quali, ad esempio, interventi chirurgici o inserimento di cateteri in vena).

Meno più di rado può invece capitare di entrare in contatto con questo microbo anche al di fuori delle strutture ospedaliere: basta il contatto pelle a pelle con una persona che sia portatrice del batterio; in tal caso (attività come lo sport di contatto come il wrestling, lavorare a stretto contatto con i bambini o vivere in ambienti affollati) possono aumentare il rischio di infezione.

Sintomi e malattie associate

Solitamente, qualora colpiscano la pelle, questo tipo di infezioni si presentano come noduli rossi, gonfi e dolenti che possono sembrare foruncoli o morsi di ragno. I possibili sintomi associabili a questi rigonfiamenti includono:

  1. febbre
  2. ascessi
  3. sensazione di calore al tatto
  4. presenza di pus o di altro materiale di riempimento
  5. Questa tipologia di infezioni possono però anche colpire più in profondità nell’organismo, causando problemi a:
  6. sangue
  7. valvole cardiache
  8. polmoni
  9. ossa
  10. articolazioni
  11. ferite chirurgiche

Che cosa sono le Infezioni da stafilococco meticillino-resistente?

Lo stafilococco meticillino-resistente è un tipo di Staphylococcus aureus che ha sviluppato una resistenza nei confronti di molti degli antibiotici che sono normalmente utilizzati per trattare le infezioni da stafilococco aureo.

La sua comparsa è ritenuta la conseguenza di decenni di inappropriato impiego di antibiotici, spesso prescritti inutilmente al fine di trattare sindromi da raffreddamento associate solo a virus (contro cui gli antibiotici non sono efficaci) e altre malattie (come l’influenza) che non rispondono ai trattamenti a base di questi medicinali. Più in generale, un utilizzo massiccio di antibiotici aumenta il rischio di insorgenza di resistenze.

Cure e trattamenti

Le infezioni da stafilococco meticillino-resistente possono essere curate con antibiotici diversi dalla meticillina che riescono a sterminare il microbo nonostante i suoi meccanismi di resistenza.

Non tutte le infezioni richiedono tuttavia l’assunzione di antibiotici. In taluni casi il medico potrebbe, ad esempio, optare per il drenaggio dell’ascesso causato dal microbo senza prescrivere alcun farmaco.

Disclaimer: Le informazioni qui riportate rappresentano delle indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico. In caso di malessere è consigliabile rivolgersi al proprio medico o recarsi al più vicino presidio di Pronto Soccorso.

Le informazioni riportate costituiscono indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico.

 

Infezioni da Stafilococco Aureo

Come si contraggono le infezioni da stafilococco aureo?

Queste infezioni possono essere trasmesse tramite contatto fisico, solitamente attraverso mani contaminate.

Di solito la pelle e le mucose rappresentano una barriera sufficiente ad ostacolare la penetrazione del microbo nell’organismo, ma eventuali danni (quali traumi o infezioni virali) possono favorirne il suo dilagare tra i tessuti profondi o il sangue.

Particolarmente a rischio di infezione sono i soggetti immunocompromessi e chi utilizza dei dispositivi medici invasivi. Inoltre le infezioni da stafilococco resistente alla meticillina sono tipicamente associabili a ricoveri ospedalieri o a procedure mediche a rischio.

Sintomi e malattie associate

Le infezioni da stafilococco aureo possono presentarsi come:

  1. endocardite: malessere e febbre
  2. sindrome da shock tossico: febbre, ritema maculare diffuso, ipotensione
  3. polmonite
  4. tromboflebite: febbre, dolore, a volte eritemi
  5. infezioni e ascessi profondi: febbre a volte associata a dolore localizzato
  6. cellulite
  7. impetigine: eritema che evolve in bolle che scoppiano formando croste
  8. sindrome di Ritter-Lyell: vesciche che scoppiano esponendo un’area di pelle sensibile, febbre, secrezioni oculari mucopurulente
  9. foruncoli, follicolite o carbonchio
  10. osteomielite: febbre improvvisa, dolori alle ossa, andatura zoppicante
  11. artrite settica: febbre, difficoltà di movimento, eritema, surriscaldamento e dolori alle articolazioni

Il rischio di complicazioni gravi è più elevato nel caso in cui le infezioni cutanee non vengano adeguatamente curate.

Che cosa sono le infezioni da stafilococco aureo?

Lo Staphylococcus aureus è la causa principale di infezioni sia della pelle che dei tessuti molli.

Nella maggior parte dei casi non si tratta di disturbi gravi, e talvolta il batterio si limita a colonizzare o scatena l’infezione ad anni di distanza dall’esposizione. Lo stafilococco può però generare anche infezioni molto serie. Particolarmente preoccupanti sono quelle provocate dai ceppi resistenti all’antibiotico meticillina.

Cure e trattamenti

Molte infezioni da stafilococco aureo guariscono senza alcun trattamento medico. Alcune infezioni della pelle richiedono però di essere drenate, e in taluni casi può essere necessario assumere degli antibiotici.

Infezioni gravi – come la polmonite e infezioni del sangue – richiedono invece il ricovero in ospedale e la somministrazione di antibiotici in vena.

Disclaimer: Le informazioni qui riportate rappresentano delle indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico. In caso di malessere è consigliabile rivolgersi al proprio medico o recarsi al più vicino presidio di Pronto Soccorso.

Le informazioni riportate costituiscono indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico.

 

Infezioni da Propionibacterium

Come si contraggono le infezioni da Propionibacterium?

Possono essere contratte nel corso di interventi chirurgici o trasfusioni, oppure possono dipendere dai processi che sono alla base della comparsa dell’acne, quando i batteri della pelle solitamente innocui si trasformano in nemici della salute.

Sintomi e malattie associate

Fra i problemi di salute associati alle infezioni da Propionibacterium si possono includere:

  1. infezioni di shunt neurochirurgici
  2. cheratite infettiva
  3. endoftalmite
  4. acne
  5. endocardite
  6. infezioni post operatorie (ad esempio alla spalla)
  7. più raramente, infezioni ai denti, congiuntivite associata all’impiego di lenti a contatto, infezioni di protesi mammarie e peritonite

I sintomi delle infezioni da Propionibacterium dipendono dall’organo colpito. La pelle può avere a che fare con:

  1. lesioni infiammatorie
  2. cicatrici
  3. comedoni

In caso di endocardite possono invece comparire:

  1. sudorazione
  2. brividi
  3. febbre
  4. letargia
  5. malessere
  6. meno spesso, soffio cardiaco e altri sintomi specifici dell’endocardite

In altri casi la sintomatologia dell’infezione non è particolarmente evidente o, addirittura, l’infezione può essere asintomatica.

Che cosa sono le infezioni da propionibacterium?

I Propionibacterium sono dei batteri anaerobi Gram-positivi che vivono normalmente sulla pelle e che, solitamente, non sono associati alla comparsa di malattie. Fra i più noti sono inclusi P. Anes, P. avidum, P. granulosum e P. propionicus.

Cure e trattamenti

Il trattamento delle infezioni da Propionibacterium dipende dall’organo colpito, e spesso prevede l’assunzione di farmaci antibiotici.

In caso di acne si ricorre sia alla somministrazione di medicinali via bocca che all’impiego di prodotti topici. Fra i principi attivi utili sono inclusi derivati della vitamina A, benzoil perossido, beta-idrossiacidi (come l’acido salicilico) e antibiotici. Sembra inoltre che anche la terapia fotodinamica possa essere utile.

In caso di infezione di shunt neurochirurgici o altri impianti sarà invece necessario rimuoverli e procedere con trattamenti antibiotici. La situazione migliore – anche in caso di altre infezioni – è quella in cui si valuta la sensibilità del batterio alle diverse molecole disponibili.

Infine, un’endoftalmite può richiedere, oltre agli antibiotici, un intervento chirurgico.

Disclaimer: Le informazioni riportate in questo articolo rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico. In caso di malessere è consigliabile rivolgersi al proprio medico o recarsi al Pronto Soccorso.

Le informazioni riportate costituiscono indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico.

 

Infezioni da Poxvirus

Come si contraggono le infezioni da poxvirus?

Di solito le infezioni da poxvirus vengono contratte tramite il contatto con soggetti, animali o persone infette.

Sintomi e malattie associate

Generalmente le infezioni da poxvirus possono portare alla comparsa di:

  1. lesioni cutanee
  2. rash disseminati
  3. noduli cutanei

Che cosa sono le infezioni da poxvirus?

I poxvirus sono dei virus dalla forma ovoidale con un genoma a DNA a doppia elica. Fanno parte della famiglia delle Poxiviridae e sono diffusi in tutto il mondo, dove provocano malattie sia nell’uomo che in molti altri animali. Nello specifico, vaiolo e mollusco contagioso sono delle malattie esclusivamente umane, mentre gli altri poxvirus causano rare zoonosi. Il virus che genera la vaccinia (malattia che colpisce il bestiame causata dal virus che è stato impiegato per produrre il vaccino contro il vaiolo) può ad esempio infettare anche l’organismo umano.

Alcuni di questi virus – come quello del vaiolo – non esistono più in natura; altri, invece, rappresentano ancora oggi un pericolo per la salute umana. Appartengono, ad esempio, a questo gruppo il virus dell’ectima contagioso, quello del vaiolo delle scimmie e quello del mollusco contagioso.

Cure e trattamenti

Mentre il vaiolo è stato sradicato in tutto il pianeta, altre infezioni da poxvirus minacciano ancora la salute dell’uomo, e in alcuni casi (com’è per lo stesso vaiolo e per la vaccinia) non sono ancora disponibili cure per trattarle. Tuttavia, se somministrato precocemente, il vaccino contro il vaiolo sembra essere un’ottima arma al fine di bloccare l’infezione. Più in generale, riconoscere in modo precoce un’infezione da poxvirus è importante allo scopo di prevenirne il più possibile la diffusione accidentale.

Ad oggi numerosi analoghi di nucleosidi e di nucleotidi (come il cidofovir, efficace nel trattamento del mollusco contagioso nei pazienti con AIDS e in almeno un soggetto immunocompromesso) hanno dimostrato di possedere una potente attività antivirale. In caso di mollusco contagioso è altresì possibile tentare di rimuovere i noduli cutanei tramite un raschiamento; purtroppo, tuttavia, in genere nei pazienti immunocompromessi questo trattamento non è efficace.

Più in generale, in caso di infezioni da poxvirus può essere raccomandabile rivolgersi ad un dermatologo o a un infettivologo. Infine, in caso di sospetto vaiolo o vaiolo delle scimmie, può essere necessario l’isolamento.

Disclaimer: Le informazioni qui riportate rappresentano delle indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico. In caso di malessere è consigliabile rivolgersi al proprio medico o recarsi al Pronto Soccorso.

Le informazioni riportate costituiscono indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico.

 

Infezioni da pneumococco

Come si contraggono le infezioni da pneumococco?

Si contraggono per via aerea tramite il contatto con le secrezioni respiratorie, o la saliva delle persone, presenti nell’aria o con portatori sani di questo batterio, che può annidarsi nella gola o nella parte posteriore del naso.

Ad essere più a rischio di infezione sono i bambini con meno di 2 anni di età e quelli che vivono a contatto con altri bambini o che soffrono di alcuni problemi di salute (malattie cardiache o polmonari croniche, anemia falciforme, infezione da HIV, perdita di liquido cerebrospinale) o sono portatori di impianti cocleari. Fra gli adulti è invece più a rischio la popolazione sopra i 65 anni di età e chi soffre di patologie croniche o che indeboliscono il sistema immunitario, i portatori di impianti cocleari, chi ha perdite di liquido cerebrospinale ed i fumatori.

Sintomi e malattie associate alle infezioni da pneumococco

Le infezioni più frequentemente causate dallo streptococco (e i sintomi ad esse associati) includono:

  1. batteriemia e sepsi (brividi, febbre, scarsa vigilanza)
  2. meningite (febbre, rigidità del collo, mal di testa, sensibilità alla luce intensa, stato confusionale)
  3. infezioni dell’orecchio, in particolare otite media (febbre, dolore all’orecchio, arrossamenti e gonfiori del timpano, sonnolenza)
  4. infezioni dei seni paranasali (febbre, debolezza, affaticamento, tosse, congestione)
  5. polmoniti (febbre, brividi, respiro accelerato o difficoltoso, dolori al petto)

Cosa sono le infezioni da pneumococco?

Lo pneumococco è un tipo di streptococco. Si tratta pertanto di un batterio, lo Streptococcus pneumoniae; ne esistono più di 90 ceppi diversi, molti dei quali provocano malattie, ma sono pochi quelli responsabili delle infezioni da pneumococco che si possono considerare invasive.

Cure e trattamenti

Il medicinale di elezione per il trattamento delle infezioni da pneumococco è la penicillina. Sono tuttavia in crescita i fenomeni di resistenza, sia alla penicillina che ad altri antibiotici. Per questo potrebbero essere prescritti anche altri antimicrobici.

Le infezioni possono essere  prevenute in modo efficace grazie al vaccino. La sua somministrazione ai bambini prima dei 2 anni di età riduce di quasi l’80% l’incidenza delle infezioni gravi generate dai ceppi inclusi nel vaccino, del 50% quella di tutte le infezioni gravi da pneumococco e del 40% quella delle infezioni nella popolazione giovane adulta non vaccinata.

Disclaimer

Le informazioni qui riportate rappresentano delle indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico. In caso di malessere è consigliabile rivolgersi al proprio medico o recarsi al più vicino presidio di Pronto Soccorso.

Le informazioni riportate costituiscono indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico.

 

Infezioni da picornavirus

Come si contraggono le infezioni da picornavirus?

Le infezioni da picornavirus si possono contrarre per via oro-fecale oppure per via aerea.

Sintomi e malattie associate alle infezioni da picornavirus

Talvolta queste infezioni sono asintomatiche, mentre in altri casi sono associate a dei sintomi come:

  1. herpangina
  2. miosite
  3. miocardite
  4. epatite
  5. poliomielite
  6. meningite asettica
  7. encefalite
  8. raffreddore comune
  9. malattia “mani piedi bocca”
  10. congiuntivite

Cosa sono le infezioni da picornavirus?

I picornavirus sono dei virus che appartengono alla famiglia Picornaviridae. Si tratta di microbi a RNA privi di un rivestimento lipidico, e quindi resistenti ad etere, cloroformio ed alcol. Le radiazioni ionizzanti, il fenolo e la formaldeide riescono invece ad inattivarli in modo molto rapido.

La famiglia Picornaviridae include due generi: gli enterovirus e i rinovirus. La loro morfologia è identica, ma i primi sopravvivono in una range di pH più ampio e, dopo un’iniziale replicazione a livello dell’orofaringe, riescono a sopravvivere nello stomaco; il loro sito di replicazione preferenziale è tuttavia l’intestino. I secondi, invece, sopravvivono bene nelle cavità nasali, ma vengono distrutti dall’acidità gastrica; il loro sito di replicazione preferenziale è la mucosa nasale.

Fra gli enterovirus sono inclusi poliovirus, echovirus e coxsackie. Inoltre appartengono alla famiglia Picornaviridae il virus dell’epatite A (HAV) nonchè diversi parechovirus e generi di virus che infettano i vertebrati diversi dall’uomo o artropodi.

Cure e trattamenti

Il trattamento adeguato dipende dalla sindrome associata. Purtroppo non sono sempre disponibili dei trattamenti antivirali specifici. In caso di paralisi che sia associata a poliomielite possono essere necessarie intubazione, ventilazione meccanica o cateterizzazione; altre infezioni da enterovirus sono invece trattate sintomaticamente, e in alcuni casi, può essere utile una terapia a base di immunoglobuline.

Nemmeno per l’epatite A esiste un trattamento specifico. A coloro che ne sono colpiti vengono solitamente fatte delle raccomandazioni dietetiche, e nei casi più gravi possono essere necessari ricoveri ospedalieri o trapianti di fegato.

Le infezioni da rinovirus sono invece trattate sintomaticamente con antipiretici, decongestionanti nasali e sedativi della tosse; devono inoltre essere affrontate con il riposo e un’idratazione opportuna.

Disclaimer

Le informazioni qui riportate rappresentano delle indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico. In caso di malessere è consigliabile rivolgersi al proprio medico o recarsi al Pronto Soccorso.

Le informazioni riportate costituiscono indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico.

 

Infezioni da Metapneumovirus umano (Human Metapnumovirus)

Come si contraggono le infezioni da Metapneumovirus umano?

Le infezioni da metapneumovirus umano (human metapneumovirus) si trasmettono tramite delle goccioline di secrezioni respiratorie emesse nell’aria da soggetti infetti oppure mediante contatto con materiali o superfici contaminati dal microbo.

Sintomi e malattie associate alle Infezioni da Metapneumovirus umano

Unitamente al virus respiratorio sinciziale, questa infezione è una delle cause note più frequenti di malattie alle vie aeree inferiori nei bambini. Questo germe può, comunque, provocare anche infezioni delle vie aeree superiori in soggetti di qualsiasi età.

I sintomi dell’infezione possono essere molto diversi sia nella tipologia che nella gravità. Tra questi:

  1. rinorrea
  2. dispnea
  3. tachipnea
  4. respiro sibilante
  5. febbre alta
  6. mialgia

Tra i problemi di salute ad essa associabili sono invece inclusi:

  1. polmonite
  2. sindromi simil influenzali
  3. esacerbazioni della broncopneumopatia cronica ostruttiva
  4. bronchiolite, a volte associata a polmonite
  5. esacerbazioni dell’asma
  6. otite media

Che cosa sono le infezioni da Metapneumovirus umano?

Il metapneumovirus umano è un virus a RNA che viene classificato nella sottofamiglia Pneumovirinae della famiglia Paramyxoviridae.

Cure e trattamenti

Ad oggi non esistono dei trattamenti specifici contro le infezioni da metapneumovirus umano. Delle ricerche suggeriscono che la ribavirina – una molecola dotata di un’attività antivirale ad ampio spettro (cioè efficace contro molti virus) – potrebbe essere efficace anche per curare le infezioni associate a questo microbo; nello specifico, sembra che la ribovirina possa ridurre sia la replicazione del virus che l’infiammazione a livello polmonare. Tuttavia, l’impiego di questo antivirale non è ancora entrato nella prassi, e al momento la cura dell’infezione da metapneumovirus umano consiste solo in idratazione adeguata, terapie antipiretiche, idratazione adeguata, trattamento sintomatologico dei sintomi respiratori e, nei casi più gravi, somministrazione di ossigeno supplementare e ventilazione meccanica.

Al momento non esiste neppure un vaccino che sia in grado di proteggere dall’infezione. Per questo motivo l’arma migliore contro il metapneumovirus umano sono, ad oggi, delle adeguate prassi igieniche che riducano il rischio di far entrare il virus nell’organismo, come ad esempio lavarsi accuratamente le mani.

Disclaimer: Le informazioni qui riportate rappresentano delle indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico. In caso di malessere è consigliabile rivolgersi al proprio medico o recarsi al più vicino presidio di Pronto Soccorso.

Le informazioni riportate costituiscono indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico.

 

Infezioni da ferrite

Come si contraggono le infezioni da ferite?

Quando si parla di infezioni da ferite, solitamente ci si riferisce alle ferite chirurgiche. Queste ultime non sono mai sterili, ma nella maggior parte dei casi non si infettano perché il sistema immunitario riesce ad eliminare i contaminanti in modo efficace.

Tuttavia, una complessa interazione tra fattori che dipendono dal paziente (età, stato di nutrizione, obesità, diabete, ipovolemia, scarsa perfusione tissutale, assunzione di steroidi o di altri immunosoppressori), dalle caratteristiche della ferita (ad esempio dalla presenza di sepsi o ematomi), dai microbi presenti (virulenza, quantità e caratteristiche microambientali) e dalla stessa operazione chirurgica (contaminazione ambientale, di strumenti o altro materiale che sia stato portato in camera operatoria, durata dell’intervento, ipotermia) può condurre alla comparsa di processi infettivi.

Sintomi e malattie associate

L’infezione da ferite può essere associata a:

  1. ferite maleodoranti
  2. capogiri o battito cardiaco accelerato
  3. febbre
  4. ferite calde, rosse, dolenti e gonfie

Che cosa sono le infezioni da ferite?

Fra i principali microrganismi responsabili di infezioni da ferite si possono includere:

  1. Klebsiella pneumoniae
  2. Candida albicans
  3. streptococchi del gruppo D
  4. altri streptococchi
  5. altri Gram-positivi aerobi
  6. Bacteroides fragilis
  7. Staphylococcus aureus
  8. stafilococchi coagulasi-negativi
  9. Enterococci
  10. Escherichia coli
  11. Pseudomonas aeruginosa
  12. Enterobacter
  13. Proteus mirabilis

Nella maggior parte dei casi si tratta di batteri che sono normalmente presenti nella flora del paziente, ad esempio su mucose e pelle.

Oggi a preoccupare la comunità medica è soprattutto l’esistenza di numerosi ceppi di questi microbi resistenti ai trattamenti; a destare particolari preoccupazioni sono soprattutto lo stafilococco aureo resistente alla vancomicina e quello resistente alla meticillina.

Cure e trattamenti

Il trattamento delle infezioni da ferite prevede la pulizia della ferita stessa, cui può essere associata, nei casi più gravi, anche l’assunzione di antimicrobici (a seconda dei casi: daptomicina, telavancina, ceftarolina, cefalosporine, penicillina, vancomicina, linezolid, fluorochinoloni o metronidazolo, a volte in combinazione).

Potrà inoltre essere necessario eliminare i punti di sutura e drenare la zona infetta.

Disclaimer: Le informazioni qui riportate rappresentano delle indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico. In caso di malessere è consigliabile rivolgersi al proprio medico o recarsi al presidio di Pronto Soccorso.

Le informazioni riportate costituiscono indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico.

 

QUALE PROGETTO VUOI CHE HUMANITAS SOSTENGA GRAZIE AL TUO 5x1000?

Quale progetto vuoi che Humanitas sostenga grazie al 5x1000?

QUALE PROGETTO VUOI CHE HUMANITAS
SOSTENGA GRAZIE AL TUO 5x1000?