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Vulva

E’ l’insieme degli organi genitali esterni femminili. È situata sotto il monte di Venere (l’area cutanea al di sopra della sinfisi pubica) ed è formata dalle grandi e dalle piccole labbra, dal clitoride, dal vestibolo vulvare, dall’orifizio uretrale e dall’orifizio vaginale.

Che cos’è la vulva?

Rappresenta l’insieme degli organi genitali esterni femminili e si estende dal pube all’ano. La vulva stessa si suddivide in due cuscinetti, noti con il nome di grandi labbra, facilmente visibili dall’esterno. Al di sotto delle grandi labbra sono situate le piccole labbra, due pieghe mucose che vengono ricoperte – in tutto o in parte – dalle grandi labbra e che si connettono, nelle loro estremità superiori, nel cappuccio del clitoride.

Il clitoride è un piccolo organo erettile (l’omologo rudimentale del pene) ed è una delle sedi legate al piacere sessuale nella donna. Composto di un corpo e di un glande forniti di strutture cavernose, è posto inferiormente rispetto all’apertura delle grandi labbra ed è circondato dalle piccole labbra, che lo forniscono di un frenulo e di un prepuzio. Nel complesso, tra radice, corpo e glande, misura 6 centimetri di lunghezza circa.

All’interno delle piccole labbra si trova il vestibolo vulvare, osservando il quale si può riconoscere la presenza di due orifizi: quello uretrale (ovvero lo sbocco dell’uretra, collocato più in alto, verso il pube) e quello vaginale (ovvero lo sbocco della vagina, collocato inferiormente, verso l’ano).

All’interno del vestibolo vulvare si trovano numerose ghiandole: in prossimità dell’orifizio vaginale, le due ghiandole del Bartolini (o ghiandole vestibolari maggiori) e le ghiandole vestibolari minori nonché – situate ai lati dell’uretra – le ghiandole di Skene.

A cosa serve la vulva?

Consente la minzione (il getto dell’urina che fuoriesce dall’uretra viene canalizzato dalle piccole labbra); permette lo svolgimento di rapporti sessuali, durante i quali le piccole e le grandi labbra – irrorate da quantità maggiori di sangue – aumentano di volume, mentre le ghiandole che sono presenti nel vestibolo vulvare provvedono alla lubrificazione di vulva e vagina; consente infine il passaggio del feto nel corso del parto.

Le informazioni riportate costituiscono indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico.

 

Vista

Assieme al tatto, all’udito, al gusto e all’olfatto, costituisce uno dei cinque sensi. Nello specifico, è quello preposto alla percezione degli stimoli visivi.

Che cos’è la vista?

E’ il senso che consente di discriminare distanza, forme, rilievi e colori di ciò che viene osservato. La visione binoculare (ovvero quella eseguita da entrambi gli occhi contemporaneamente) permette la percezione della tridimensionalità degli oggetti (visione stereoscopica).

Il meccanismo che consente di vedere ciò che ci circonda è molto complesso. Per far sì che gli stimoli visivi che colpiscono gli occhi vengano interpretati in maniera corretta dal cervello è necessario che, prima di giungere alla retina, gli stimoli luminosi passino attraverso le numerose componenti trasparenti che formano l’occhio (cornea, umor acque, cristallino e vitreo).

Delle cellule altamente specializzate chiamate fotorecettrici o recettori retinici presenti sulla retina (circa 6 milioni di coni e 120 milioni di bastoncelli) trasformano gli stimoli luminosi in impulsi nervosi (i coni rispondono ad elevati livelli di intensità luminosa, mentre i bastoncelli rispondono invece a dei bassi livelli). Tali impulsi nervosi vengono pertanto trasmessi dalle vie ottiche (un complesso sistema che è formato da chiasma ottico, nervi e tratti ottici nonchè corpi genicolati) a una precisa area del cervello, la corteccia visiva, che è deputata alla loro decodifica.

La visione è un processo attivo: una volta che l’immagine di ciò che stiamo osservando viene impressa sulla retina, il processo visivo è in grado di discriminare delle informazioni differenti in base alle richieste elaborate dal cervello. È tale meccanismo che rende possibile la messa a fuoco di specifici particolari di un oggetto (come la distanza, la forma o il colore) rispetto ad altri dettagli.

I difetti della vista sono i seguenti: la miopia (la visione è nitida da vicino e invece sfocata o indistinta da lontano); l’ipermetropia (la visione è sfocata e indistinta da distanza ravvicinata e invece nitida da vicino); l’astigmatismo (le immagini vengono percepite deformate e tale deformazione è tanto maggiore quanto più elevato è il grado di astigmatismo); la presbiopia (un disturbo – causato dalla riduzione fisiologica della capacità di mettere a fuoco le cose che si trovano a distanza ravvicinata – che insorge in genere non prima dei 45 anni) e l’ambliopia (una condizione che si caratterizza per una riduzione dell’acuità visiva e le cui cause non sono ancora del tutto note.

A cosa serve la vista?

E’ il senso che presiede alla percezione degli stimoli visivi consentendo di discriminare distanza, forme, rilievi e colori di ciò che viene osservato.

Le informazioni riportate costituiscono indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico.

 

Vie spermatiche

Sono un complesso insieme di strutture, di varia natura, i cui compiti principali sono due: permettere il transito degli spermatozoi, che provengono dai testicoli, verso l’esterno dell’organismo nonché consentire la maturazione degli spermatozoi stessi.

Che cosa sono le vie spermatiche?

Sono un sistema di strutture che appartengono all’apparato genitale e riproduttivo maschile.

Esse iniziano all’interno di ciascun testicolo con i tubuli seminiferi retti, piccoli canali che sono deputati alla produzione degli spermatozoi (spermiogenesi) ed alla loro escrezione. I tubuli si intrecciano quindi fino a costituire la cd. rete testis (o rete testicolare), che è formata da canali e lacune di varie dimensioni. Dalla rete testicolare di ciascun testicolo originano dei dotti efferenti che raggiungono l’epididimo, piccolo corpo allungato – situato sul bordo posteriore-superiore del testicolo – che forma il tratto delle vie spermatiche racchiuso tra i condotti efferenti della rete testicolare e il dotto deferente (canale deputato al trasporto spermatico). I funicoli o cordoni spermatici rappresentano il complesso del dotto deferente e dei vasi sanguigni e dei nervi che gli si affiancano nel suo decorso. I condotti eiaculatori, che sono fondamentali per il trasporto dello sperma, attraversano la ghiandola prostatica e confluiscono all’interno dell’uretra prostatica.

L’uretra, che consente l’espulsione dello sperma, rappresenta infine l’ultimo tratto delle vie spermatiche (ad esclusione della porzione iniziale, essa in relatà rappresenta un condotto comune tra le vie spermatiche e quelle urinarie).

A cosa servono le vie spermatiche?

Le loro funzioni principali sono essenzialmente due: permettere il transito degli spermatozoi provenienti dai testicoli verso l’esterno dell’organismo e consentire la loro maturazione.

Le molteplici strutture che vanno a formare le vie spermatiche hanno anche la capacità di modificare la composizione delle sostanze secrete al loro interno tramite un meccanismo duplice, secretorio e assorbente.

La loro funzionalità è regolata dagli ormoni sessuali maschili.

Le informazioni riportate costituiscono indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico.

 

Vescicole seminali

Conosciute anche col nome scientifico di vescichette seminali o spermatocisti, sono due ghiandole presenti esclusivamente nell’organismo maschile e appartenenti all’apparato riproduttivo. Unitamente alla prostata ed alle ghiandole bulbouretrali, formano il gruppo delle ghiandole sessuali accessorie. Sono poste, una per lato, al di sopra della prostata. La loro funzione è quella di secernere una sostanza vischiosa che, insieme agli spermatozoi prodotti dai testicoli e ad un complesso secreto prodotto dalle ghiandole bulbouretrali e dalla ghiandola prostatica, costituisce lo sperma.

Che cosa sono le vescicole seminali?

Sono due ghiandole che appartengono all’apparato riproduttivo maschile.

Queste due ghiandole – di forma ovoidale e della lunghezza di 5 centimetri circa – si prolungano nei dotti escretori che, a loro volta, sboccano nei dotti deferenti, deputati alla conduzione spermatica.

Le malattie che possono interessare le vescicole seminali, causando riduzione della fertilità o addirittura sterilità completa sono nello specifico tre: infezioni, emospermia (una condizione che si caratterizza per sanguinamenti delle mucose che rivestono le vescicole e che comporta la presenza di sangue nello sperma) e tumori (che costituisce un’eventualità più rara).

A cosa servono le vescicole seminali?

La loro funzione principale è quella di produrre una sostanza vischiosa che compone lo sperma, di cui costituisce circa i 2/3 del volume complessivo. Nel corso dell’eiaculazione, le due vescicole seminali subiscono una contrazione in virtù della quale riescono a convogliare il loro contenuto nei dotti deferenti; una volta raggiunti tali dotti, il secreto vescicolare si mescola con gli spermatozoi che arrivano dai testicoli.

Le informazioni riportate costituiscono indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico.

 

Vescica urinaria

Si tratta dell’organo dell’apparato urinario che è deputato alla raccolta dall’urina prodotta dai reni. La sua forma rammenta quella di una sfera. Unitamente all’uretra, forma l’apparato urinario inferiore. Riceve i due ureteri (ovvero i condotti che sono deputati al trasporto dell’urina dai reni alla vescica) ed espelle l’urina tramite l’uretra.

Che cos’è la vescica urinaria?

E’ l’organo responsabile della raccolta dell’urina prodotta dai reni ed è collocata in maniera diversa nella donna e nell’uomo. Nel sesso femminile è posta sotto il peritoneo, davanti all’utero, mentre nel sesso maschile è situata al di sopra della prostata e anteriormente al retto.

La parete che forma la vescica è spessa 0,5 cm circa ed è costituita da due strati: uno interno e mucoso e dotato di creste, a diretto contatto con l’urina; l’altro esterno e costituito da tessuto muscolare liscio, che è disposto in tre strati (muscolo vescicale o estrusore, ovvero il muscolo in grado di produrre il contrarsi della vescica che provoca la fuoriuscita dell’urina). La parete della vescica in cui confluiscono gli ureteri è fornita di due specifici dispositivi antireflusso (uno per ciascun uretere) che fanno in modo che l’urina accumulata nella vescica non refluisca negli ureteri stessi.

La parte inferiore della vescica (il collo vescicale) continua nell’uretra ed è dotata di uno sfintere (sfintere uretrale) che ne regola sia l’apertura (in caso di necessità di minzione) che la chiusura (quando, cioè, non è necessario urinare).

Serbatoio naturale sostanzialmente a forma di sfera, le sue grandezza e forma possono variare sulla scorta della quantità di urina contenuta: la vescica di un adulto può contenerne in media 300-400 millilitri.

A cosa serve la vescica urinaria?

Essa appartiene all’apparato urinario ed il suo scopo è quello di raccogliere l’urina e di consentirne l’espulsione da parte dell’organismo. Diverse sono le fasi che caratterizzano la minzione: la fase di riempimento della vescica, nel corso della quale l’urina prodotta dai reni viene condotta nella vescica attraverso gli ureteri (in questa fase il collo vescicale e lo sfintere uretrale sono chiusi). A riempimento vescicale completato, ovvero intorno ai 300-400 ml di urina in  soggetti adulti, il collo vescicale e lo sfintere uretrale si rilassano onde consentire il passaggio dell’urina; pertanto il muscolo vescicale si contrae, permettendo lo svuotamento della vescica e il passaggio dell’urina all’interno dell’uretra.

Le informazioni riportate costituiscono indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico.

 

Vertebre

Si tratta delle ossa che costituiscono la colonna vertebrale. Oltre a sostenere l’intero organismo, formano il canale all’interno del quale scorre il midollo spinale. Danneggiamenti alla loro struttura o a quella dei dischi intervertebrali che le separano possono condurre a seri problemi di salute (che variano dalla scoliosi alle ernie).

Che cosa sono le vertebre?

Le vertebre sono 33 ossa che – impilate le une sulle altre – vanno a formare la colonna vertebrale. A seconda della loro localizzazione, si distinguono sette vertebre cervicali, dodici toraciche e cinque lombari. A queste si aggiungono altre cinque vertebre fuse fra di loro a livello dell’osso sacro e quattro vertebre coccigee, che talvolta possono anch’esse essere fuse. Ogni vertebra è costituita nella parte anteriore da un corpo vertebrale e in quella posteriore da archi neurali che delimitano una cavità (il cd. forame intervertebrale) attraverso il quale passa il midollo spinale. I due archi neurali si uniscono posteriormente andando a formare il processo spinoso. Da ogni arco neurale sporge invece, in senso laterale, un processo trasverso. Ogni arco neurale si suddivide in più parti: quella compresa tra il processo spinoso e il processo trasverso è la lamina, mentre quella situata tra il processo trasverso e il corpo vertebrale è il peduncolo. Al punto di incontro di lamina e peduncolo si trovano le cd. faccette articolari, che sono le due parti superiori di una vertebra formanti un’articolazione con le due inferiori della vertebra successiva. Tale struttura può presentare delle varianti a seconda della regione della colonna vertebrale esaminata. Il processo spinoso delle vertebre cervicali, ad esempio, è bifido e nei processi trasversi delle vertebre è situato un foro in cui scorrono l’arteria e la vena vertebrali. La prima vertebra cervicale, invece, non ha il corpo, mentre la seconda è fornita del cosiddetto processo odontoideo. Anche alcune vertebre lombari hanno più processi rispetto alle altre. Le vertebre toraciche si caratterizzano invece per la presenza di faccette che le consentono di articolarsi con le costole. Infine, le vertebre del sacro hanno una forma particolare dovuta alla loro fusione e sono fornite di fori tramite cui scorrono i rami anteriore e posteriore dei nervi spinali.

A cosa servono le vertebre?

Indipendentemente dalla loro localizzazione, tutte le vertebre svolgono tre funzioni di base. Il corpo vertebrale sopporta il peso corporeo e resiste alla compressione ed al carico. Gli archi vertebrali costituiscono il canale attraverso cui scorre il midollo spinale. I processi trasversi servono, infine, come punti di attacco per i muscoli.

Le informazioni riportate costituiscono indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico.

 

Ventricolo sinistro

Si tratta di una delle quattro camere in cui è suddiviso il cuore (due atri e due ventricoli). Riceve il sangue ossigenato dall’atrio sinistro e, contraendosi, lo spinge all’interno dell’aorta attraverso la valvola aortica in modo da raggiungere il resto del corpo e fornire quindi – ai tessuti ed alle cellule – ossigeno e nutrienti.

Che cos’è il ventricolo sinistro?

Il cuore è un organo che è diviso in più parti per poter svolgere la sua funzione principale: portare il sangue ossigenato al resto del corpo (tessuti, cellule e organi) al fine di nutrirli e ricevere il sangue carico di anidride carbonica da inviare ai polmoni.

I ventricoli sono le due cavità inferiori del cuore e formano la parte principale dell’organo. Sono situati nell’area subito dietro lo sterno e poggiano sul diaframma.

Quello sinistro ha una forma leggermente più allungata rispetto al ventricolo destro e – rispetto a questo ed allo sterno – si trova in posizione posteriore, poggiando in prevalenza sul diaframma. È simile ad un cono la cui punta corrisponde all’apice del cuore. È separato dal ventricolo destro tramite il setto interventricolare e dall’atrio sinistro, posto subito sopra, da un passaggio che viene definito orifizio mitralico.

Il flusso del sangue è regolato dalla valvola mitrale (detta altresì bicuspide perché formata da due lembi contrapposti che hanno dimensioni diverse) in un’unica direzione. Tra il ventricolo e l’aorta c’è un altro passaggio (l’ostio arterioso) dove sono poste tre valvole.

A cosa serve il ventricolo sinistro?

Il cuore costituisce il perno della circolazione sanguigna, il motore che permette di trasportare l’ossigeno che è ricevuto dai polmoni alle cellule di tessuti e organi e di scambiare l’anidride carbonica, che rappresenta uno scarto dell’attività metabolica, con i polmoni.

Il sangue ossigenato viaggia verso le cellule dell’organismo tramite l’aorta, l’arteria che conduce il nutrimento a tutto il corpo suddividendosi in vari rami e capillari, di dimensioni sempre più piccole. Il sangue con le scorie di anidride carbonica ritorna al cuore a mezzo delle vene.

Il ventricolo sinistro ha pareti muscolari più grosse, dalle tre alle sei volte in più rispetto al ventricolo destro, e una capacità inferiore in relazione al ventricolo destro; tale caratteristica è collegata al fatto che l’aorta – a differenza dell’arteria polmonare – ha una minore portata ma una maggiore resistenza. Riceve sangue ad una pressione di circa 8 mmHg e lo pompa a una pressione di 120 mmHg.

In condizioni normali il ventricolo si rilassa nel corso della fase diastole, favorendo il riempimento del sangue ossigenato proveniente dall’atrio sinistro, per quindi contrarsi nella fase sistolica e spingere il sangue nell’aorta con una pressione sufficiente a superare quella prodotta dall’aorta.

Le informazioni riportate costituiscono indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico.

 

Ventricolo destro

Si tratta di una delle quattro stanze in cui è ripartito il cuore. Ha  forma simile ad una piramide triangolare e riceve il sangue venoso (quindi non ancora ossigenato) ma ricco di anidride carbonica dall’atrio destro; contraendosi lo invia ai polmoni mediante l’arteria polmonare.

Che cos’è il ventricolo destro?

Il cuore è un organo che è ripartito in più aree al fine svolgere il suo compito principale: trasportare il sangue ossigenato al resto del corpo (tessuti, cellule ed organi) così da poterli nutrire e ricevere il sangue ricco di anidride carbonica da inviare ai polmoni.

I ventricoli sono le due cavità inferiori del cuore e costituiscono la parte principale di questo organo. Il ventricolo destro possiede una parete più sottile rispetto a quella del sinistro, una capacità di circa 200 millilitri ed è collegato con l’atrio destro, posto subito al di sopra, tramite un ampio passaggio e una valvola (valvola tricuspide) che evita che il sangue ritorni indietro. È diviso dal ventricolo sinistro a mezzo del setto interventricolare.

A cosa serve il ventricolo destro?

Il cuore costituisce il perno della circolazione sanguigna, il motore che permette di trasportare l’ossigeno che è ricevuto dai polmoni alle cellule di tessuti e organi e di scambiare l’anidride carbonica, che rappresenta uno scarto dell’attività metabolica, con i polmoni.

Il sangue ossigenato viaggia verso le cellule dell’organismo tramite l’aorta, l’arteria che conduce il nutrimento a tutto il corpo suddividendosi in vari rami e capillari, di dimensioni sempre più piccole. Il sangue con le scorie di anidride carbonica ritorna al cuore a mezzo delle vene.

Il ventricolo destro ha due aperture – chiamate ostii – alla base della piramide: una è quella atrio-ventricolare al cui interno è condotto il sangue venoso, l’altra è quella arteriosa o polmonare da cui il sangue giunge sino ai polmoni.

Le informazioni riportate costituiscono indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico.

 

Vene polmonari

Sono le vene responsabili del trasporto del sangue ossigenato proveniente dai polmoni al cuore (precisamente all’atrio sinistro) da cui verrà in seguito pompato al resto dell’organismo. Con le arterie polmonari costituiscono la circolazione polmonare (detta anche “circolazione cuore-polmoni” o “piccola circolazione”) ovvero quella parte dell’apparato circolatorio che fa in modo che il sangue, carico di anidride carbonica e prodotti di scarto derivante da tutti gli organi e i tessuti dell’organismo, passi dal cuore ai polmoni per essere ripulito e ritornare al cuore da dove verrà poi pompato, arricchito di sostanze nutritive e ossigenato, verso tutti i tessuti e gli organi.

Nella circolazione sistemica o “grande circolazione” (ovvero quella parte dell’apparato circolatorio che ha la funzione di inviare il sangue ossigenato a tutti i tessuti e gli organi) le arterie sono deputate al trasporto del sangue ossigenato, mentre le vene si occupano del trasporto del sangue che è invece carico di anidride carbonica e prodotti di scarto. Questo sistema si inverte nella circolazione polmonare: le vene polmonari sono difatti le uniche vene del corpo che trasportano sangue ossigenato.

Che cosa sono le vene polmonari?

Esse derivano, in coppie, da ogni polmone: una per lobo da quello sinistro (che ha due lobi), mentre dal polmone destro (che ha tre lobi) una dal lobo inferiore e una, complessivamente, dal lobo medio e dal lobo superiore. Le vene polmonari che connettono il polmone destro con il cuore vengono chiamate vene polmonari di destra, mentre quelle che collegano il cuore al polmone sinistro vengono definite vene polmonari di sinistra.

In base al lobo polmonare da cui derivano, le vene polmonari di destra e di sinistra vengono ulteriormente suddivise in “superiori” e “inferiori”: si hanno così quattro vene polmonari chiamate: vena polmonare superiore destra, vena polmonare inferiore destra, vena polmonare superiore sinistra e vena polmonare inferiore sinistra.

Caratterizzate da pareti elastiche e sottili, hanno una lunghezza media di 1,5 centimetri mentre il diametro è compreso tra i 13 ed i 16 millimetri. Non hanno valvole. Le vene polmonari di destra sono in genere più grosse di quelle di sinistra.

Le vene polmonari di destra sboccano nell’atrio sinistro in prossimità del setto interatriale, mentre le vene polmonari sinistre in corrispondenza della parete laterale.

A cosa servono le vene polmonari?

Il loro compito è quello di condurre il sangue ossigenato proveniente dai polmoni al cuore, da dove verrà quindi pompato a tutto il resto del corpo.

Le informazioni riportate costituiscono indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico.

 

Vene e sistema venoso

Le vene costituiscono i vasi sanguigni che sono deputati al trasporto del sangue dai distretti periferici verso il cuore (direzione centripeta). Ad eccezione delle vene polmonari, che trasportano sangue ricco di sostanze nutritive ed ossigeno, tutte le vene conducono al loro interno sangue carico di anidride carbonica e prodotti di scarto e povero di ossigeno.

In base al diametro del vaso, le vene si dividono – dal diametro più piccolo al più grande – in capillari venosi, venule, vene di piccolo calibro, vene di medio calibro e vene di grande calibro. Le loro pareti sono costituite da tre tuniche sovrapposte l’una sull’altra (esterna, media ed interna), risultano più sottili delle pareti arteriose e sono caratterizzate da un prevalere della componente muscolare su quella elastica.

Che cosa sono le vene e il sistema venoso?

Le principali strutture che costituiscono il sistema venoso sono:

2. la vena cava superiore

3. la vena cava inferiore

4. le vene polmonari

5. La vena cava superiore

Si tratta di un grosso tronco venoso che trasporta verso il cuore il sangue povero di ossigeno che proviene dalla parte superiore del corpo (testa, collo, arti superiori, alcuni organi del torace). È lunga 7 cm circa ed ha un diametro, a livello dello sbocco, di 22 millimetri circa.

La vena cava inferiore

E’ il più grosso tronco venoso di tutto il corpo umano; la sua funzione è quella di trasportare verso il cuore il sangue povero di ossigeno che proviene dalla parte inferiore del corpo (cioè dagli arti inferiori e da tutti gli organi che si trovano inferiormente al diaframma). Ha una lunghezza media di 22 cm e un diametro di 30 millimetri circa.

Le vene polmonari

Sono responsabili del trasporto del sangue ossigenato proviene dai polmoni al cuore (precisamente all’atrio sinistro) da cui viene poi pompato nel resto dell’organismo. Unitamente alle arterie polmonari, costituiscono la circolazione polmonare (anche detta “circolazione cuore-polmoni” o “piccola circolazione”) ovvero quella parte dell’apparato circolatorio che fa in modo che il sangue carico di anidride carbonica e prodotti di scarto, derivanti da tutti gli organi e i tessuti dell’organismo, transiti dal cuore ai polmoni per essere ripulito e ritornare nuovamente al cuore da dove verrà poi pompato, arricchito di sostanze nutritive ed ossigenato, verso tutti i tessuti e gli organi.

A cosa servono le vene e il sistema venoso?

La loro funzione è di portare il sangue dai distretti corporei periferici verso il cuore.

Vena cava inferiore

Vena cava superiore

Vene polmonari

Le informazioni riportate costituiscono indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico.

 

Vena cava superiore

Consiste in un grosso tronco venoso che conduce verso il cuore il sangue povero di ossigeno che proviene dalla parte superiore del corpo (testa, collo, arti superiori, alcuni organi del torace). Il cuore provvederà quindi a trasmetterlo ai polmoni per poi poterlo pompare – ricco di ossigeno – nell’intero organismo.

Si trova nella parte superiore del mediastino anteriore. Si forma dietro alla prima cartilagine sternocostale destra, per giungere sino alla terza cartilagine sternocostale destra.

Il mediastino è lo spazio che è delimitato lateralmente dai due polmoni, anteriormente dallo sterno e posteriormente dalla colonna vertebrale. Suddiviso in quattro comparti (superiore, mediale, anteriore e posteriore), contiene la trachea, parte dell’esofago il cuore, i vasi sanguigni cardiaci (per intero o per parte del loro percorso) ed i grossi bronchi.

Che cos’è la vena cava superiore?

E’ lunga circa 7 cm e ha un diametro, a livello dello sbocco, di 22 millimetri circa. Al suo interno non è presente alcuna valvola.

Si forma dalla confluenza di due grosse vene, le cd. vene brachiocefaliche (o vene anonime). In essa sfocia la vena azigos. Il suo decorso è quasi integralmente verticale: scende dunque verso il basso sino all’estremo sternale della terza cartilagine costale di destra, per perforare quindi il pericardio (ovvero la struttura fibrosierosa che racchiude il cuore e le porzioni iniziali dei vasi arteriosi che da lì originano) e aprirsi nella porzione superiore dell’atrio destro.

A cosa serve la vena cava superiore?

La sua funzionalità è strettamente circoscritta al trasporto del sangue povero di ossigeno dalla parte superiore del corpo (testa, collo, arti superiori, alcuni organi del torace) verso il cuore, che provvederà quindi a trasmetterlo ai polmoni.

Tramite la piccola circolazione – o circolazione polmonare – il sangue verrà poi ripulito e inviato nuovamente al cuore per poter essere pompato – ricco di sostanze nutritive ed ossigeno – a tutto l’organismo.

Le informazioni riportate costituiscono indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico.

 

Vena cava inferiore

Si tratta di un grosso tronco venoso – il più grande di tutto il corpo – che trasporta il sangue povero di ossigeno che proviene dalla parte inferiore del corpo (cioè dagli arti inferiori e da tutti gli organi che si trovano al di sotto del diaframma) sino al cuore. Situata prevalentemente nella cavità addominale – solo una minima porzione decorre nella cavità toracica – corre in maniera verticale a destra della colonna vertebrale e dell’aorta addominale; la piccola porzione che decorre all’interno della cavità toracica giunge poi a sfociare nella porzione posteroinferiore dell’atrio destro del cuore.

Che cos’è la vena cava inferiore?

Ha una lunghezza media di 22 cm (di cui 18 decorrono nell’addome) e un diametro di 30 millimetri circa.

Essa origina, a destra della quarta-quinta vertebra lombare, dalla confluenza di due grandi vene (le vene iliache comuni), ognuna delle quali a sua volta è formata dalla fusione della vena iliaca interna con la vena iliaca esterna dello stesso lato corporeo. Queste ultime due raccolgono rispettivamente il sangue che proviene dagli arti inferiori, dai genitali esterni, dalla pelvi e dalla parete addominale. Nelle due vene iliache interne confluisce il sangue povero di ossigeno che deriva dagli organi e dalle pareti del bacino, dai glutei, dai genitali e dalla regione posteriore-superiore della coscia. Nelle due vene iliache esterne confluisce invece il sangue povero di ossigeno che proviene dagli arti inferiori corrispondenti e dalla parete addominale.

A cosa serve la vena cava inferiore?

Essa raccoglie e trasporta al cuore il sangue povero di ossigeno derivante dalla parte inferiore del corpo (cioè dagli arti inferiori e da tutti qugli organi che si trovano al di sotto del diaframma).

Le informazioni riportate costituiscono indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico.

 

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